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domenica 6 ottobre 2013

Eco-mestruazioni e recensione della coppetta mestruale

Era da un po' di tempo che volevo parlarvi della coppetta mestruale e finalmente eccomi qua!
In base alle statistiche, una donna nella sua vita usa circa 11.000 assorbenti. Questi si biodegradano dopo...500 anni!! Immaginate solo per un attimo tutte le donne dei paesi ricchi (perchè nei paesi poveri gli assorbenti usa e getta non esistono) . Immaginate che ognuna di noi lasci 10.000-11.000 assorbenti in discarica e che solo tra 500 anni verranno smaltiti. Nel frattempo si sommeranno a questi, quelli di tutte le donne che nasceranno nei prossimi 500 anni! Si calcola che ogni anno vengano buttati in discarica 14 miliardi di assorbenti. Il dato è davvero spaventoso!

Ma prima degli assorbenti usa e getta, come facevano le donne? Vi metto un link con tutta la storia delle mestruazioni e riporto un riassuntino veloce per chi va di fretta.
Una volta le donne usavano foglie, papiri ammorbiditi, lana. pelle, erba ecc. All'inizio del 20° secolo le donne si confezionavano dei tamponi col cotone. Nel 1920 nascono i primi assorbenti usa e getta, (di cotone e tessuto) che si fissavano con cinture sanitarie. Nel 1930 Leonora Chalmers brevetto e produsse la prima coppetta mestruale. Con la recente nascita degli assorbenti usa e getta,  non riscosse successo. Nel 1969 nascono i primi salvaslip con al striscia adesiva. Nel 1987 nascono i keeper, un tipo di coppetta mestruale ancora oggi sul mercato. Oggi esistono centinaia di tipi e marche di coppette.

Ho constatato che molte donne non sanno perchè venga il ciclo mestruale, nè l'anatomia del loro corpo. Invito quindi chi non sapesse come "funzioniamo" a documentarsi. Vi metto i link da wikipedia, perchè dovrebbero essere abbastanza semplici. ciclo mestruale e apparato genitale femminile

Ma passiamo finalmente alla coppetta. 

Cos'è la coppetta mestruale?

La coppetta mestruale è un dispositivo, solitamente di silicone medico o in TPE (il materiale dei ciucci) nel caso della Meluna. Questo dispositivo si inserisce nella vagina, al di sotto della cervice (quindi molto più bassa del tampone) e raccoglie il sangue mestruale.



Perchè usare la coppetta?

  1. E' ecologica. Può durare 10-15 anni . Anni durante i quali, non avrete bisogno di usare assorbenti e proteggi slip
  2. E' economica. Una coppetta costa intorno i 15-30 € a seconda del tipo, della marca e dell'eventuale offerta del momento.Niente più soldi per gli assorbenti usa e getta.
  3. E' adatta alle donne che hanno problemi di irritazioni causate dagli assorbenti
  4. Non essendoci sangue che si ossida sull'assorbente, permette il totale controllo di eventuali odori
  5. E' pratica. A seconda della capienza della coppetta e del tipo di flusso potete arrivare a svuotarla anche ogni 8-12 ore.
  6. E' igienica. Al suo utilizzo non è associata la Sindrome da Shock Tossico (Tss), causata dalla tossina dello Staphylococcus aureus, frequente in chi utilizza i tamponi interni. Inoltre ricordo che quando si urina col tampone, il filo si impregna di pipì che risale fino al tampone stesso.
  7. E' ipoallergenica. Non contiene gli sbiancanti e le altre sostanze tossiche presenti in tamponi e assorbenti esterni.
  8. E' comoda. La usano molte sportive (soprattutto ballerine). Io l'ho utilizzata sia per intere giornate al mare che lunghe pedalate in bici, senza sentirla mai.
  9. E' discreta. Nessun rumore di pannolino con l'assorbente appena cambiato, nè fili che potrebbero sporgere dal costume.
  10. Non altera il ph vaginale, nè la normale flora batterica. Il tampone al contrario, assorbe anche la fisiologica umidità vaginale, causando possibili irritazioni.
  11. E' adatta alle donne che spesso presentano infezioni vaginali. La coppetta infatti non assorbe il muco cervicale, che ha come primaria funzione quella di creare una barriera antibatterica tra vagina e utero
  12. Si può usare anche con contraccettivi meccanici (tipo il diaframma o la spirale)
  13. Grazie alla grande varietà di coppette presenti in commercio, sia le ragazzine che le donne che hanno partorito, sia le donne con flusso leggero che quelle con flusso abbondante, sia le donne con un pavimento pelvico ipertonico che quelle con un pavimento ipotonico,   possono trovare la coppetta delle giuste dimensioni e consistenza. (più o meno rigida)
  14. Può essere usata durante tutte le fasi del ciclo mestruale. Quando il flusso mestruale è all'inizio o alla fine,le perdite ematiche possono essere troppo leggere per usare il tampone interno (che ha bisogno di una forte umidità nell'inserimento e nella rimozione). Quindi di solito in questa fase passare una giornata al mare non è proprio il massimo. La coppetta invece scivola con facilità quindi può essere usata in qualsiasi momento. 
  15. Quando avrete preso confidenza con la coppetta e saprete utilizzarla nel modo corretto, la coppetta vi permetterà di non avere assolutamente perdite (E' fatta per questo!) . Questo significa che potrete utilizzare anche il costume bianco e la biancheria intima che più vi piace e che magari non è adatta all'uso dell 'assorbente esterno.
  16. E' talmente comoda che spesso vi fermerete per strada chiedendovi se l'avete messa! (a me succede spessissimo). Cosa che non mi era mai accaduta col tampone interno, nè ovviamente con l'assorbente.
  17. Ne esistono di bellissime, super colorate!

Contro
  1. Non conosciamo bene la nostra anatomia. Scommetto che molte di voi non sanno neanche palparsi la cervice. Può essere quindi per alcune donne (non tutte), un pò difficile da posizionare inizialmente. Molte imparano ad utilizzarla al primo ciclo, altre hanno bisogno di 2 o più cicli per posizionarla correttamente. La coppetta non deve provocare nè dolori, nè fastidi, nè perdite. In quel caso, o posizionate male la coppett,a o avete sbagliato conistenza o misura. Prima di decidere che una coppetta non sia adatta a voi, provatela per alcuni mesi e solo a quel punto compratene un'altra (a meno che non sia piena già dopo 2 ore, allora è troppo piccola).
Come si usa?
Principianti
  1. Bisogna sterilizzare la coppetta all'inizio e alla fine di ogni ciclo, facendola bollire in un pentolino per 5-7 minuti.
  2. Inserite la coppetta in vagina. Potete usare vari tipi tipi di pieghe per renderla più piccola e inserirla comodamente. (All'inizio vi consiglio di stare sedute sul bidet e rilassarvi)Per inserirla correttamente, vi consiglio di tenerla bassina e spingerla leggermente inclinandola verso l'osso sacro. 2-3 contrazioni dei muscoletti (quelli con cui si trattiene la pipì) vi aiuteranno a posizionarla bene, senza avvertirla.Se siete all'inizio e avete dubbi sulla sua apertura, posizionate un dito in vagina per seguire il bordo della coppetta. Potete anche controllare l'effetto sottovuoto tirandola leggermente verso giù dal gambetto o schiacciando una parete e sentendo che "inghiotte" aria.
  3. Potete tenere la coppetta 4-12 ore prima di svuotarla (con l'eperienza saprete regolarvi)
  4. Per togliere la coppetta all'inizio vi consiglio di sedervi nel bidet. Afferrate il culetto. Se non lo trovate, la coppetta potrebbe essere salita. Spingete coi muscoletti come se volesse partorirla  e la coppetta spunterà. (la vagina è lunga inorno ai 7-10 cm, non è mica infinita!)Pizzicate il culetto in modo da togliere il sottovuoto ed estraetela (potete anche spingere in quel momento).
  5. Svuotate la coppetta, lavatela con acqua e sapone intimo. Se siete fuori casa, potete sciacquarla con una bottiglietta o pulirla con della carta o con le salviette umidificate per l'area intima.
  6. Inseritela di nuovo.
Ok sembra difficilissimo, ma in realtà una volta che ci prendete la mano diventa facilissimo e ci vogliono solo 2 minuti per svuotarla.

Esperte
  1. Bisogna sterilizzare la coppetta all'inizio e alla fine di ogni ciclo, facendola bollire in un pentolino per 5-7 minuti.
  2. Inserite la coppetta con la piega più adatta a voi anche all'impiedi. 2-3 contrazioni mentre siete già uscite dal bagno per sentirla comoda
  3. Aspettate il riempimento della coppetta
  4. Estraetela sedute nel wc o in piedi
  5. Svuotatela e Sciacquatela
  6. Inseritela
    Come vedete l'esperienza cambia tutto!

    Conservate la coppetta tra un ciclo e l'altro in un sacchettino di cotone (che spesso vi arriverà con la coppetta). 

    Eventuali cause di perdite o dolore
    Nella maggior parte dei casi il problema è il modo in cui posizionate la coppetta, piuttosto che la coppetta stessa. E' molto importante conoscere la posizione della cervice e mettere la coppetta al di sotto(o il sangue non verrà raccolto, ma scivolerà sul bordo) avendo cura di non pizzicarla (o potreste sentire un dolore acuto, irradiato anche alla schiena).vi metto il link in italiano non perfetto, ma comunque chiaro.
    E' molto importante trovare l'orientamento giusto della coppetta. Io ad esempio avevo perdite finchè non l'ho inclinata leggermente più indietro.
    Se avete perdite e la coppetta è piena, vuol dire semplicemente che dovevate svuotarla e si è riempita troppo. Se si riempie troppo in fretta la coppetta è troppo poco capiente. Se sentite pressione sulla vescica, potrebbe essere non adatto il diametro o potrebbe essere troppo rigida la coppetta. In ogni caso il consiglio è sempre quello di fare tante prove.

    Come sceglierla
    Su internet e fb, ci sono tanti gruppi e blogger che si occupano solo di coppette e quindi sapranno aiutarvi nella scelta.Se fate una ricerchina su google, troverete tantissime marche e stili. Io ad esempio l'ho voluta colorata e poco trasparente per prendere confidenza :)


    Fleurcup
    Io ho scelto la fleurcup, perchè me l'hanno consigliata come adatta alle principianti e c'era anche un'offerta molto conveniente quando l'ho ordinata. E' abbastanza morbida, ma allo stesso tempo abbastanza rigida da aprirsi senza problemi. L'esterno è vellutato, l'interno liscissimo. Il gambetto non è morbidissimo, quindi se sporge dovrete tagliarlo (ma è fatto in modo tale che è facile il taglio netto, senza che si formino bordi pungenti). Io l'ho tagliato tutto, perchè tengo la coppetta bassissima, e sporgendo mi dava fastidio.


     Come vedete la coppetta non è poi così gigante come fanno credere!



      Le righine sul fondo aiutano molto nella presa, ma quando saprete utilizzarla non vi serviranno più. In alcuni casi potrebbero anzi dare un pò di fastidio, proprio perchè molto pronunciati. Io dato che tagliato il gambo, spesso la rivolto come un calzino e la uso liscissima (Senza righine sul fondo quindi).

    Sono ancora ai primi mesi e ogni tanto ho qualche perdita, ma credo che la colpa sia della mia anatomia/ abilità nel posizionarla. E' francese, sottoposta ai normali controlli di qualità e si può ordinare solo dal loro sito ufficiale. Il bordo non è morbidissimo quindi non consiglio tutte le pighe, in particolare quella a C.
    Secondo me le 2 pieghe più adatte alla fleur sono queste :


    In questo modo la parte da inserire diventa piccolissima. Come l'assorbente interno!

    Una volta inserita me la dimentico. Ci vado in bici e al mare senza alcun fastidio. Io ho la taglia S, e per  me è perfetta, regge benissimo le primi notti di ciclo più abbondante. Io la amo! Anche quando ho qualche perdita, mi rendo conto di quanto superiore sia a qualsiasi altro tipo di assorbente/tampone. Non potrei assolutamente più farne a meno!

    Conclusioni generali 
    Chi critica in generale le coppette , o non ha avuto la pazienza di imparare ad usarle o non le ha mai usate o non ne conosce i vantaggi. Ho letto i commenti di ragazze che pensavano che la coppetta potesse creare all'interno un ambiente caldo/umido, terreno ideale per colture batteriche/micotiche. Questo non è assolutamente vero, infatti la coppetta raggiunge solo la temperatura corporea senza "effetto serra". Secondo alcune può aumentare l'insorgenza di infezioni, ma vi ho già spiegato prima che non altera le fisiologiche condizioni vaginali. Tante si allarmano all'idea di svuotarla in un bagno pubblico. Innanzitutto se dovete uscire e sapete che dovete svuotarla dopo 4-12 ore, potete benissimo regolarvi in modo da svuotarla  a casa. Se vi cambiate in un bagno pubblico anche il tampone può richiedere qualche acrobazia e anche il cambio dell'assorbente esterno non è facilissimo (dove lo poggiate?).
    E  a quelle che trovano schifosa l'idea di non sterilizzarla ad ogni inserimento, chiedo se facciano la stessa cosa col fidanzato. :D  Vi lascio anche le comuni faq dal sito della Lunette. 

    Che altro dire? La coppetta è comoda, igienica, discreta, economica e molto molto ecologica. Provatela e la amerete!
    Silvia 





    venerdì 4 ottobre 2013

    Favoloso cerotto contro i punti neri fatto a casa!

    Per caso mi sono imbattuta in questo video , di Michelle Phan famosissima youtuber esperta in makeup. 
    Ho provato a fare il cerotto per i punti neri anche io e devo dire che funziona splendidamente! 
    Lei nel video usa la gelatina in polvere e il latte, ma l'acqua va benissimo. 

    Purtroppo a casa c'era solo la colla di pesce (che in realtà è collagene suino) quinid ho provato con questa. In futuro comprerò l'agar-agar per fare la versione vegan  e cercherò di darvi le dosi :)
    La ricetta che vi darò riguardo proprio l'uso dei fogli di gelatina, ma come vedete dal video con quella in polvere il procedimento è molto simile. 

    Nel caso del foglio, inumiditene una striscetta in una tazzina. Dopo qualche secondo scolate l'acqua lasciandone proprio un fondinoe passate al microndo 3-4 sec. Mescolate e la vostra gelatina è pronta!
    Potete aggiungere anche una sola goccia di olio essenziale purificante (tipo lavanda. tea tree ecc)
    A questo punto col dito formate uno strato spesso nell'area in cui volete applicare il cerotto. Tenete conto che essendo un cerotto, funziona tramite lo strappo; evitate quindi le aree delicate (come il contorno occhi). Per agire ancora più in profondità, vi consiglio dopo l'applicazione di esporre il viso per qualche istante a del vapore caldo, in modo che i pori si dilatino. Aspettate poi che il cerotto asciughi completamente (circa 10-15 minuti) e strappate! Se lo strato è troppo sottile farà una sere di scagliette e sarà impossibile afferrare un lembo e strappare via. Potete allora preparare un altro pò di gelatina e applicarla sopra.
    La cosa stupenda di questo cerotto è che oltre ad essere ecologico (ancora di più nella versione veg), super economico e naturale prende perfettamente la forma dell'area su cui l'applicate. 
    Io l'ho applicato anche sulle guance perchè a volte si forma qualchè impurità, ma lo strappo lì si fa sentire un pò. Quindi se avete il viso molto delicato fatelo solo su naso e mento. Per togliere i residui basta sciacquare il viso. Applicate poì una crema idratante. 
    Io me ne sono innamorata!
    Silvia 

    giovedì 19 settembre 2013

    Fagioburger (hamburger di fagioli)

    Ricetta facilissima per mangiare i legumi in modo diverso: i fagioburger!
    La ricetta è facilissima  e permette numerose varianti.

    Procedimento:
    Cuocete i fagioli, frullateli aggiungendo eventualmente farina, verdure e aromi. Date la forma di hamburger, passateli nella farina o nel pangrattato e cuoceteli (a forno, fritti, rosolati o arrostiti sulla griglia).
    Fine della ricetta! Come vedete è semplicissimo! 
    In questa foto la versione rosolata insieme alla cipolla (anche questa infarinata prima).
                                           

    In quest'altra, la versione arrostita sulla griglia con carote, pomodoro e zucchine nell'impasto.

                                           

    Sicuramente alcuni si chiederanno quanto tempo ci vuole per prepararli, vista la cottura dei fagioli. Io ho adottato un metodo che oltre che velocizzarmi il lavoro, li rende di una consistenza migliore.
    Il trucchetto è...cuoceteli il giorno prima e lasciateli sgocciolati in frigo :)
    L'impasto sarà molto più compatto e potete cuocere i fagioli per preparare insieme due pietanze. Io di solito quando cuocio i legumi ne faccio sempre il doppio, così una parte li uso con la pasta e un'altra per la cena del giorno dopo ad esempio. In questo caso, con una parte ho arricchito un 'nsalatona e con l'altra ho fatto i fagioburger. Se non mettete la verdura nell'impasto risulteranno un po' troppo pastosi, vi consiglio allora di accompagnarli ad un salsetta, una maionese vegana o delle verdure succose!
    E voi che versione avete provato?
    Silvia



    Pasta con i gambi delle cime di rapa

    Non so voi, ma io odio buttare le parti delle verdure o degli ortaggi, quindi cerco di sfruttarli sempre al massimo :) Oggi ho preparato una buonissima basta con i gambi delle cime di rapa. Ho eliminato le parti troppo grosse e ho bollito insieme alle foglie  buona parte dei gambi (comunque quelli più sottili). Quasi tutte foglie le ho usate per fare la versione vegana del pancotto pugliese che ho visto preparare da Benedetta Parodi, una piccola parte delle foglie e i gambi, invece,  li ho frullati insieme per condire la pasta.
    Saltate uno spicchio d'aglio  con del peperoncino in padella, aggiungete le cime di rapa frullate e la pasta (cotta nell'acqua di cottura della verdura). Pepe a piacere e un filo d'olio a crudo.
    Potete anche aggiungere sopra una spolverata di mandorle e pangrattato tostati per un tocco in più!
    Velocissima, economica e gustosissima!
    Buon appetito
    Silvia

    domenica 15 settembre 2013

    Facciamo il seitan!

    Avete mai sentito parlare di seitan? E' un piatto proteico che si usa in sostituzione della carne, soprattutto per simulare piatti di origine animale (polpette, polpettoni, scaloppine, ragù ecc...). Sinceramente non l'ho mai comprato ma l'ho sempre preparato a casa, quindi non so che sapore abbia quello acquistato.  Il seitan non è altro che glutine, quindi assolutamente non adatto ai celiaci e sicuramente non un alimento completo. Va quindi benissimo per preparare una ricetta in particolare, ma non è sicuramente un alimento da usare quotidianamente. Simile al seitan (di origine cinese) è il muscolo di grano, che si fa sempre col glutine ma contiene anche farina di legumi e quindi è molto più nutriente.
    Premetto che il seitan non mi fa impazzire, (tranne che nel ragù) e che il sapore cambia tantissimo in base al tipo di farina usata, alle spezie e al brodo. Vi do quindi la ricetta e il procedimento originale, però come per tutte le cose nuove deve essere provato e riprovato, fino a trovare la tecnica adatta e il sapore che si preferisce.

    Per fare il seitan esistono due tecniche:
    -estrarre il glutine manualmente
    -usare il preparato per seitan istantaneo.

    Nel secondo caso, basta andare nei negozi di alimentazione naturale, procurarsi il preparato, impastarlo con acqua e cuocerlo (seguite le istruzioni)
    Nel primo caso bisogna invece preparare un impasto di acqua e farina e poi lavarlo.Spiegherò in dettaglio proprio questa tecnica (l'unica che ho  usato).




    • preparare un impasto di acqua, farina, un pizzico di sale. Più la farina è forte più seitan otterrete. Tanti usano la manitoba, ma l'ho fatto anche senza e non ho visto grandi differenze, Io uso un po' di farina integrale, un po' di rimacinato di grando duro e un po' di farina 0. Mi piace la farina integrale perchè secondo me la consistenza è migliore e quella di rimacinato dona un profumo che ricorda il brodo di carne (forse è solo una mia sensazione, perchè ricorda l'odore che c'era a casa quando facevo il cous cous di carne incocciato a mano con mamma!). Per la quantità di farina tenete conto che il seitan che otterrete sarà circa la metà della farina totale.
    • lasciate riposare l'impasto in modo da ottenere una buona maglia glutinica
    • Adesso dobbiamo lavare l'impasto in modo da estrarre il glutine e togliere l'amido. Trovo più comodo mettere l'impasto in una granda ciotola piena d'acqua e lasciarlo a riposare ancora un'oretta.                                                                                                                                                                                                          

    • Per sprecare meno acqua cominciate a lavorare l'impasto ancora immerso e continuate anche se l'acqua è bianchissima. 

    • Dopo un po' passatelo in un'altra ciotola con acqua pulita e continuate a lavorarlo. Cambiate l'acqua dalla seconda ciotola solo quando è troppo bianca. Continuate fin quando otterrete una massa gommosa e l'acqua sarà più trasparente. Tenete conto che un po' d'amido darà una consistenza più "grassa". Io con mezzo chilo di farina cambio l'acqua solo 2 -3 volte una volta passato nella ciotolina piccola. Se usate la farina integrale, perderete in acqua buona parte della crusca. Recuperatela con un colino e incorporatela al seitan quando finite il lavaggio. 


    • A questo punto potete insaporire il seitan. Mettetelo in una ciotola con olio d'oliva, salsa di soia, pomodoro concentrato, sale , spezie , aromi , aglio. tutto a vostro piacimento.Lasciate riposare un po'.


    • Cuocetelo. Potete formare una serie di fette (per esempio usando un batticarne o un mattarello), potete fare delle palle, potete inserire nella pentola la massa informe, potete metterlo in una retina o in un panno stretto e cuocerlo a forma di polpettone. Per la cottura è importante facciate un buon brodo vegetale. Usate quello che avete a casa: carote, sedano, cipolla, aglio, pomodoro, spezie, aromi, alloro, salsa di soia, alga kombu (che rilascia molti minerali). Se usate la pentola a pressione bastano 25-30 minuti, altrimenti raddoppiate il tempo di cottura. La salsa di soia renderà il seitan molto più gustoso e regalerà un colore più piacevole. Tenete conto che più è legato stretto più sarà compatto,quinid anche questa fase è fondamentale per trovare la consistenza adatta.
    • Una volta che il sietan è cotto potete tagliarlo in varie porzioni. Conservarlo in frigo in un contenitore ricoperto dal brodo per consumarlo entro pochi giorni o congelarlo.
    In questa foto il seitan cotto senza retina, meno bello da vedere ma secondo me più gustoso e meno gommoso.

    In quest'altra foto invece è stato cotto con la retina. Ovviamente se dovete presentarlo a fette dovete cuocerlo così (magari senza stringerlo troppo).


    • Adesso avete il seitan. Dovete considerarlo come carne cruda. Quindi potete tritarlo e impastarlo per fare polpettoni, polpette e cuocerlo all stesso modo. Potete impanarlo o farci scaloppine. Potete usare una fetta larga , farcirla, arrotolarla  e fare un arrosto. Se andate su internet troverete montagne di ricette a riguardo. Al momento per il tipo di consistenza, l'unica ricetta che mi piace è il ragù. (Ma ho assaggiato i wurstel di seitan in una panineria  vegana e mi sono piaciuti tantissimo!!)
    Vi lascio un video che ho trovato su youtbe qui, che puoi aiutarvi nella preparazione e presto posterò la ricetta del ragu'. Vi consiglio però di seguire i miei consigli per il lavaggio e rispettare le mie pause perchè otterrete più glutine. Vi anticipo che quando faccio il ragù di seitan la maggior parte delle persone non si accorge che non c'è carne ;) 

    Con l'acqua ricchissima di amido contenuta nella prima ciotola potete fare un'ulteriore cosa..ovvero estrarre l'amido! Lasciatelo decantare e man mano togliete l'acqua in superficie. Alla fine l'amido resterà tutto sul fondo. Potete essiccarlo al sole, tagliarlo in scaglie e macinarlo. Oppure potete usarlo per addensare salse, sughi, budini. Potete anche impastarlo con altra farina (meglio integrale) e fare degli gnocchi :)

    Aspetto vostri consigli per ottenere una consistenza migliore e posterò in seguito i vari esperimenti :)
    Ps. ho da poco assaggiato il muscolo di muscolo di grano (fatto in italia). Decisamente molto più buono!!!il muscolo di grano è costituito da un impasto di farina di legumi e glutine, quindi contiene tutti gli amminoacidi. E' un piatto completo e privo di colesterolo. A dicembre farò il primo esperimento ;)
    Silvia



    mercoledì 11 settembre 2013

    Riciclare la carne già cotta e video sulla produzione di carne e prodotti di origine animale

    Io carne non ne mangio praticamente più, perchè più tempo passa più mi disgusta. Purtroppo nella nostra società la gente sente sempre il bisogno di darsi o dare  un'etichetta. A chi chiede se sono vegetariana o vegana non posso rispondere che lo sono, perchè mi capita quando cucinano gli altri di mangiare prodotti di origine animale, ma viene in mio aiuto una frase stupenda (letta sul libro "La mia vita a impatto zero" di Paola Maugeri): dirò semplicemente mangio quasi sempre vegano. Questo mi da la libertà di non sentire la rinuncia a qualcosa, bensì il piacere di scegliere ogni giorno cosa o chi mangiare.   Ho cominciato ad evitarla per motivi ecologici, che poi si sono aggiunti a quelli di salute e ormai anche a quelli emotivi. E' giusto però che chi continua a mangiarla sappia in che modo venga prodotta. Perchè tapparsi gli occhi? Vi disgusta vedere come strappano un peperone dalla pianta? Anzi se siete voi a crescere la pianta, quello della raccoltà viene vissuto come un momento magico: un piccolo semino ha prodotto un frutto meraviglioso, profumatissimo.
    Allo stesso modo tutti dovrebbero guardare in che modo arrivi nel piatto la fetta di carne che mangiamo.
    Se la cosa vi disgusta o vi fa impressione, probabilmente vi state rendendo conto che forse no, la carne non è assolutamente cibo necessario all'uomo.
    Vi lascio il  link del video interessantissimo, sul modo in cui vengono allevati gli animali usati dall'uomo (per compagnia, cibo. vestiario ecc). Non è un tentativo di lavaggio del cervello o di veganizzare tutti, ma credo che sia più importante di saper tradurre un testo latino, svolgere un integrale, prendere una laurea  sapere cosa abbiamo nel piatto o cosa indossiamo.
    Le immagini sono cruente e terribili, tanto che per avere la forza di guardarlo tutto ho dovuto fare molte pause. Ma se finanziamo e appoggiamo tutto questo ogni giorno, almeno dobbiamo guardarlo perchè è a cause delle nostre scelte che avviene tutto questo.

    Se mangiate carne la cosa più importante almeno è non buttarla ed ecco allora l'unica ricetta con carne che vedrete sul mio blog. La posto solo perchè è un modo velocissimo per non sprecare la carne già cotta ed avanzata. Semplicemente rosolate aglio e cipolla e aggiungete la carne (di qualsiasi tipo) avanzata e fatta a pezzetti. Potete persino usare il pollo allo spiedo, salsicce, polpette,  carne arrosto, fritta o alla pizzaiola(quello che avete insomma). Poi aggiungete sugo di pomodoro e molto curry. Con questo sugo potete condire la pasta.

    Impacco (vegano) nutriente per capelli (e viso) al cacao!

    Per questo impacco mi sono ispirata a quelli a base di uovo (super nutrienti, ma piuttosto puzzolenti1 :S ). L'uovo contiene proteine e nel tuorlo grassi e lecitina. Esiste la versione vegetale della lecitina ed è contenuta nella soia! Per questo impacco potete usare sia la lecitina di soia granulare che trovate nei supermercati,
    che il latte di soia. In pratica questo miscuglio è una maionese vegana a cui viene aggiunto il cacao (idratante e profumatissimo!).

    Ingredienti:
    Latte di soia o soia granulare
    Olii vegetali (usate quello che avete a casa io ho fatto un mistodi  olio di riso, d'oliva, di mandorle , di cocco)
    Cacao in polvere (io avevo il preparato per  ciccocolata calda, che va bene ugualmente)

    Eventuale aggiunta:
    Gel ai semi di lino (ho scongelato direttamemnte un cubetto che avevo in freezer) che oltre ad essere  super nutriente, rende denso l'impacco

    Per la versione non vegana potete aggiungere un cucchiaino di miele.

    Procedimento
    In pratica dovete fare una maionese vegana emulsionando  il latte di soia (o un goccino d'acqua con la lecitina di soia disciolta) con gli oli vegetali. Se avete la maionese già pronta potete usare quella (tanto il limone e l'aceto sono degli ottimi lucidanti per capelli!). Fate un'emulsione liquidina o rischiate di ungere troppo i capelli. Poi aggiungete gli altri ingredienti. Se usate il gel ai semi di lino verrà fuori un composto simile all cioccolata da bere!

    Uso:
    Potete usare questo miscuglio (ne basta una tazzina per capelli lunghi) sia come impacco pre-shampoo , che subito dopo lo shampoo (tamponate bene i capelli per evitare che coli). Lo spalamate bene sui capelli e poi mettete la cuffietta per non sporcare e sopra il turbante fatto con l'asciugamani, in modo che la testa rimanga calda. Potete metterelo anche su viso, collo e decoltè visto che fa benissimo anche alla pelle! L'impacco deve agire un mnimo di 20 minuti, ma potete tenerlo anche tutta la notte (direi che influisce molto la temperatura di casa!). I capelli saranno molto nutriti e se lo userete dopo lo shampoo restaerà anche un delicato odore di cacao!
    Nel caso in cui i capelli risultino oliosi, potete dare un'ulteriore passata di shampoo sulla cute.

    Silvia