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martedì 24 marzo 2015

Salviamo le api!

Molti di voi magari lo sapranno già, ma il mondo sta affrontando un grave problema: quello della moria delle api. Le api svolgono un lavoro importantissimo per il pianeta intero, infatti impollinano non solo le piante spontanee, ma anche le nostre coltivazioni. Addirittura un terzo del cibo che mangiamo (mandorle, zucchine, colza, albicocche...) dipende dal loro lavoro. Oltre 4000 verdure nella sola Europa dipendono dalla loro presenza.Senza le api il 75% dei nostri prodotti agricoli, subirebbe una riduzione di produttività.
Sono quindi importantissime per conservare la biodiversità e per la nostra alimentazione.
Le cause della moria sono tante: cambiamenti climatici, riduzione di aree incontaminate, utilizzo dei pesticidi chimici, pratiche agricole poco sostenibili..
Come fare allora per aiutare questi piccoli ma preziosissimi insetti?
1- Sostenere e promuovere pratiche agricole sostenibili (agricoltura biologica, rotazione delle colture, mantenimento di habitat naturali intorno alle aree agricole...)
2- Non ucciderle per paura. Le api non pungono, a meno che non siano quelle che proteggono l'alveare e che quindi si trovano solo in prossimità di questo.
3-Comprare SOLO   miele prodotto in maniera biologica. Gli apicoltori infatti proteggono le api e il loro habitat e non le uccidono mai volontariamente (ecco anche un link interessante per gli amici vegani), mentre le grandi produzioni industriali le sfruttano e le uccidono.
4-Si avvicina la primavera e così anche la voglia di riempire di fiori i nostri balconi/giardini, ma perché non scegliere dei fiori oltre che belli anche utili? Ecco una lista di fiori che le nostre piccole amiche preferiscono, in modo che ovunque vadano,  trovino sempre di che nutrirsi.  
5- Se ne avete la possibilità costruite un piccolo rifugio per le api seguendo queste istruzioni
6- Nel caso si trovi un alveare i prossimità della nostra casa ad esempio, chiamare un apicoltore e non distruggere l'alveare
Ricordate che ognuno di noi, ogni piccolo nostro gesto può fare la differenza. Sempre.
Se volete ulteriori informazioni vi lascio il sito creato da  greenpeace nel 2013 qui, con i rapporti da scaricare.

Silvia

martedì 16 settembre 2014

Viaggi economici e a basso impatto ambientale con BLA BLA CAR!

Carissimi! Lo so ogni tanto sparisco, ma tra le 1000 cose da fare non riesco a mettermi un po' al pc per scrivere. Oggi volevo raccontarvi di un servizio bellissimo, che purtroppo non ho ancora avuto modo di testare: bla bla car! In cosa consiste?
Andate sul ssito, inserite la data, la  località di partenza e quella di arrivo. Si apre a quel punto un menù e potete scegliere tra tutti i possibili viaggi quello che preferite. I conducenti sono a loro volta persone registrate sul sito, che dovendo effettuare un viaggio, decidono di dividere le spese del tragitto con altre persone. Potete accedere al profilo dei conducenti, verificando anche il profilo fb, accedere alle  foto, feedback (se qualcuno non fa un viaggio piacevole, lascia un feedback negativo e il conducente avrà difficoltà a dividere ulteriori viaggi). Saprete anche con quale macchina farete il viaggio, se il conducente ascolta musica, se è chiacchierone, se si può fumare a bordo, portare animali.
Scelto il compagno di viaggio, vi registrate gratis al sito e contattate il conducente tramite il sito stesso.
A quel punto basterà presentarsi in orario nel punto di incontro concordato, consegnare il contributo spese e partire! All'arrivo, lasciate  il feedback al conducente, che a sua volta lascerà un feedback su di voi. Più feedback positivi otterrete più facilmente troverete un passaggio! E' possibile trovare liberi anche 4 posti in una stessa auto e fare un viaggio con gli amici. Pote anche dall'Italia arrivare a Parigi, Barcellona, Madrid ecc o prenotare viaggi fuori dall'Italia!

Ovviamente il servizio funziona anche al contrario: potete offrire voi stessi un passaggio, compilando la scheda presente sul sito.

Se siete delle donne e l'idea di partire da sole ( o con i figli)  con estranei vi preoccupa, c'è anche il servizio viaggio rosa, dove la condivisione è solo tra donne ed eventualmente bambini.

Contro:
-se siete i passeggeri, dovete andare all'appuntamento all'orario e nel posto concordato col conducente (non è mica un taxi!). Magari dovrete fare qualche compromesso!
-E'possibile nel giorno o all'orario che il passaggio serve a voi, non ci sia nessun conducente disponibile

Pro:
-Risparmio economico. Ad esempio pisa-livorno a 1€, Pisa- Roma a 16€, Trapani-Messina a 16€, Milano-Bari a 41€, Roma-Parigi 85€, Parigi-Versailles 6 €
-Può essere più facile raggiungere certi luoghi. Spesso con i mezzi pubblici dovete fare più fermate e certi luoghi sono sprovvisti di stazioni ferroviarie o sono comunque mal serviti.
-Risparmio di tempo: chi viaggia con i mezzi pubblici, se non fa viaggi diretti spesso deve aspettare tra un arrivo e una partenza.
-Possibilità di viaggiare in compagnia, fare nuove amicizie o semplicemente non fare lunghi tragitti in solitudine
- Vantaggioso per l'ambiente. Immaginate 5 persone, che viaggiano su 5 auto diverse. Pensate alla quantità di inquinamento prodotta da ognuna di queste macchine. Pensate alla quantità totale di benzina utilizzata per far viaggiare 5 auto diverse su quella tratta. Immaginate che riempiendo una macchina con 5 passeggeri, tramite il sito, sarà possibile ridurre fino a 5 volte questi sprechi!

Voi l'avete mai provato? Raccontatemi come è andata!
Silvia

domenica 13 luglio 2014

Cellulite cause, rimedi e cure naturali

Parliamo di un problema tutto femminile: la cellulite!
Intanto sfatiamo subito un mito: la maggior parte delle donne, anche quelle magre e in forma, anche le modelle e le donne dello spettacolo ne soffrono (spesso le foto sono ritoccate e sembrano perfette). Quindi se anche voi soffrite di cellulite, tranquille non siete sole!
 Altro mito da sfatare: la maggior parte degli uomini non ci fa neanche caso (ovviamente negli stadi iniziali).
Diciamo quindi che è un problema femminile sia perché colpisce le donne, sia perché sono le donne a farsene un problema!
La cellulite però se negli stati iniziali e più leggeri è solo un problema estetico, col tempo se trascurata può diventare dolorosa e causare una sofferenza dei tessuti. Che cos'è la cellulite?
I medici la definiscono panniculopatia edemato-fibro-sclerotica ed indica un'alterazione del tessuto sottocutaneo, caratterizzato da un'ipertrofia (ingrandimento) delle cellule adipose e il ristagno di liquidi (edema) tra le cellule. Superato il primo stadio (il semplice accumulo di liquidi), si va in contro alla formazione dei caratteristi noduli fibrotici spesso dolenti e poi ad una vera e propria sclerosi del tessuto. Un tessuto sclerotico è un tessuto povero di cellule e vasi sanguigni (ecco perché in superficie emergono i capillari), simile a quello che si forma a livello di una cicatrice ed è di conseguenza un tessuto dove si accumulano tossine e dove le cellule ricevono meno nutrimento.
Ecco perché la cellulite non è solo un problema estetico.
Le cause sono molte: ormonali, stile di vita (fumo, alcool, sedentarietà, alimentazione scorretta povera di frutta e verdura e ricca di sale e ipercalorica), postura scorretta, stress, sovrappeso, dimagrimenti troppo veloci, la familiarità.
Spesso più fattori concorrono tra loro.
Risolvere o almeno migliorare notevolmente la situazione, senza ricorrere a schifezze chimiche inquinanti, spendere montagne di soldi si può!

Ecco tutte le strategie possibili da utilizzare, ovviamente tutte in rispetto dell'ambiente e del portafogli.Ognuna di queste strategie può dare risultati, ma l'ideale è intervenire su diversi fronti contemporaneamente e perseverare!

1-Cambiate lo stile di vita: 

  • Svolgete un po' di attività fisica, basta anche salire le scale a piedi, posteggiare la macchina un isolato lontano da casa, fare una passeggiata più lunga col cane, camminare in bici, fare delle lunghe nuotate al mare. Qualche esercizio tonificante svolto a casa (non servono né pesi, né macchinari, gli esercizi a corpo libero sono perfetti e  meno dannosi) completerà l'opera.
  • Mangiate sano. Tanta frutta e verdura, se siete onnivori poca carne e solo bio (senza tutti gli ormoni e i farmaci contenuti normalmente), tanta acqua e tisane drenanti, poco caffè,  alcolici, sale e niente (o poche) sigarette.
2- Controllate la postura:
Se soffrite di dolori frequenti a schiena, ginocchia, piedi ecc potreste avere una postura alterata. Spesso in questi casi, la cellulite non è simmetrica sulle due gambe. In questo caso potreste rivolgervi ad uno specialista per un'analisi e una RIABILITAZIONE posturale. (niente gente improvvisata per favore, ma solo laureati che hanno approfondito i disordini posturali e i trattamenti riabilitativi) (Sono mica di parte??? :P)

3-Applicate in maniera costante i fanghi. La prima settimana 3 volte, per le 2 successive almeno 2 volte, poi una volta a settimana e dopo un paio di mesi continuate almeno una volta al mese.

4-Per eliminare le tossine e i liquidi in eccesso potete praticare la spazzolatura a secco. Questa è una pratica igienista che rinforza il sistema immunitario ed è utilizzata anche nel caso di allergie e malattie della pelle.La pelle è il più esteso organo escretore, quindi la sua pulizia è fondamentale per eliminare le tossine. Decongestiona il sistema linfatico, migliora la circolazione sanguigna, da sollievo a reni e fegato sovraccaricati, calma il sistema nervoso. Basta una spazzola di legno in setole naturali. Ci si spazzola sempre in direzione del cuore, quindi dai piedi verso il bacino, dalle mani verso le spalle, dal basso addome verso il petto. Bastano 10 minuti al giorno, prima della doccia. Oltre i vari benefici per la salute, la pelle sarà più tonica, compatta e luminosa. lascio 2 link interessanti qui e qui.

5- Effettuate un massaggio almeno 3 volte a settimana. Le creme piene di schifezze non servono a nulla. Quello che davvero è importante è il massaggio. Potete preparare un olio da massaggio a casa, tutto naturale che però senza un buon massaggio è praticamente inutile.Su youtube troverete tutte le tecniche di messaggio. In ogni caso si effettua dai piedi verso il bacino SEMPRE. Potete anche comprare i piccoli massaggiatori (quelli a forma di spazzola, ma con tante sferette) o le coppette per la coppettazione. Su internet vendono le coppette in silicone, molto comode e facili da usare. Vi linko il video dove viene spiegata la tecnica. Esistono vari tipi di coppette, ma per questo scopo quella in silicone va benissimo, si pulisce facilmente ed è più economica.Va sempre applicata sulla pelle unta. Se si lascia la coppetta ferma in un punto si avrà una profonda vascolarizzazione del tessuto, ma potrebbe restare un "bollino" rosso simile ad un livido che al massimo entro pochi giorni sparirebbe. 

6- Riducete lo stress. Cercate di ritagliare del tempo per voi stessi. Una pratica molto efficace per combattere lo stress è la respirazione diaframmatica. Potete anche praticare la meditazione per migliorare lo stato di salute generale. Per chi non fosse interessato alla meditazione vera a propria va benissimo il solo esercizio di respirazione.
 Non mi dilungo a spiegare la fisiologia della respirazione, vi basti sapere che la respirazione diaframmatica dovrebbe essere "la norma". Tiene a bada lo stress e migliora la funzione di tutti gli organi.  Stendetevi a pancia in su. Mettete una mano all'altezza dell'ombelico per aiutarvi le prime volte.
L'aria entra dal naso e la pancia si gonfia. L'aria esce dalla bocca, a labbra socchiuse senza forzare, e la pancia si abbassa. Respirate così per almeno 10 minuti al giorno. Ritagliatevi un posto tranquillo, usate una musica rilassante se preferite e cercate di evitare di seguire le chiacchiere mentali ma concentratevi solo sul vostro respiro.

Se sarete costanti vedrete un enorme miglioramento della vostra pelle ( e non solo) senza aver speso una fortuna e usato prodotti inutili e tossici per voi e l'ambiente. (ovviamente nei casi più "importanti" rivolgetevi a specialisti)
Silvia



sabato 7 giugno 2014

"Bio" il mio magazine preferito!

Ormai da un anno e mezzo sono un'assidua lettrice di un mensile davvero ben fatto!
Si chiama "Bio" ed esce ogni mese in edicola (di solito la seconda settimana del mese). E' un giornale davvero unico nel suo genere!
Gli articoli sono scritti bene, da persone competenti e sono "leggeri" pur trattando temi importanti.
Affronta tantissimi argomenti,  salute, bellezza, psicologia, natura, alimentazione ecc.
Sono circa 100 pagine, con una spesa 2.70 €. La cosa davvero bella è che è curato nei minimi dettagli, persino le pubblicità sono scelte in tema con lo spirito del giornale! Ci sono tanti giornali infatti, che parlano di ecologia e di un modo di vivere "naturale",ma che poi pubblicizzano creme idratanti a base di siliconi, o integratori alimentari poco naturali. Esiste anche un sito online, dove è possibile consultare ulteriori articoli e vi lascio il link qui, così potete sbirciarlo!
Ho sempre letto giornali di questo tipo, però difficilmente riuscivo ad essere soddisfatta al 100% di quello che leggevo. Faccio molte ricerche su internet di tutti gli argomenti che mi interessano e quindi spesso mi capitava con altri giornali, di leggere cose di cui ero già a conoscenza. Questo giornale è invece sempre una sorpresa. Ricette di cosmetici bio da produrre a casa, inci, proprietà delle piante, meditazione, sport, cure alternative, ricette vegetariane sono sempre presenti! Io aspetto sempre con ansia la nuova uscita! Davvero straconsigliato!!


Silvia

domenica 23 marzo 2014

Sushi all'italiana (con pesce, vegan e raw)

Da qualche anno ho scoperto la cucina giapponese e grazie ai menù "all you can eat" faccio delle belle scorpacciate di sushi. Fuori dal Giappone, viene considerato sushi il pesce crudo, che in realtà per i giapponesi è il sashimi. Il sushi è un preparato a base di riso acidulo e non deve contenere necessariamente pesce.
Spesso faccio a casa gli Hosomaki e i Futomaki , ovvero i cilindretti di riso con rispettivamente 1 o 2-3 ripieni, avvolti nell'alga nori. Sono facilissimi da preparare a casa e si può accomodare anche senza comprare tutti gli ingredienti tipici (come l'acidulato di riso, il riso per sushi ecc).
Gli ingredienti base per fare il sushi "all'italiana" sono:

  • riso per arancine e timballi (ho provato anche con quello per risotto, viene meno compatto ma  può andare bene)
  • aceto di mele
  • zucchero
  • alga nori in fogli (nei supermercati nel reparto cibi esotici o nei negozi di alimentazione naturale come Cuorebio e Naturasì)
  • ingredienti per il ripieno

Procedimento:
  1. Lavate il riso. Potete anche lasciarlo a bagno qualche minuto e poi risciacquarlo. (conservate l'acqua per i trattamenti di bellezza). 
  2. Mettete il riso in un pentolino con acqua e portate ad ebollizione(senza sale). Lasciate il riso leggermente al dente e scolate
  3. Mentre il riso è nello scolapasta, mettete un bicchiere di aceto di mele in un pentolino e aggiungete 2 cucchiai di zucchero. Regolatevi un po' a gusto vostro. Se vi piace meno acidulo aggiungete altro zucchero.Fate cuocere qualche istante in modo che evapori un po' e si sciolga bene lo zucchero.
  4. Versate il riso in una ciotola molto larga in modo che sia distribuito in uno strato sottile. Versate il liquido agrodolce. Il riso deve essere ben irrorato ma non bagnato, quindi regolatevi in base alla quantità di riso.Il riso sarà bello lucido! Fatelo raffreddare in fretta, magari con un ventaglio (o qualcosa di simile). Se volete un sushi bello compatto, vi consiglio di lasciare il riso in frigo tutta la notte.
  5. Preparate gli ingredienti per il ripieno
  6. Se avete una stuoia di bambù riuscite ad arrotolare meglio il sushi e a fare dischetti supercompatti, ma non è indispensabile. Stendete sull'eventuale stuoia di bambù il foglio di alga nori. Sull'alga fate uno straterello di riso(deve essere freddo), compattatelo con le mani (bagnatele per compattare meglio il riso) lasciando un bordo di 3cm. Ogni alga contiene circa 50-70g di riso. Sullo strato di riso, mettete il ripieno formando 1, 2 o 3 strisce. 
  7. Arrotolate l'alga, formando un bel cilindro.
  8. Potete affettare subito il cilindro formando 6 dischetti, o potete conservare i cilindri in frigorifero la sera e tagliare i dischetti il giorno dopo.
  9. Immergete i dischetti nella salsa di soia e gustateveli! (Per una salsa più gustosa, lasciate macerare un pezzo di radice di zenzero)
La cosa bella di questo tipo di sushi è che è comodissimo da portare  al lavoro o al parco. E' anche comodo da mangiare perchè l'alga permette di mangiarlo con le mani senza sporcarsi. Può essere anche un idea carina per un antipasto o un aperitivo! E' anche un alimento dietetico, ovviamente se si tiene conto della quantità di riso ingerita.

Idee per il ripieno 
Questa è la parte più divertente! Tenete conto che il riso ha un  sapore acidulo, quindi qualsiasi cosa usiate deve "abbinarsi" a questo sapore. 

Se usate il pesce: tenete conto che il pesce crudo se non trattato nella maniera giusta può essere pericoloso, soprattutto per il rischio parassitosi. Quindi dovete assicurarvi che il pesce scelto sia adatto. Potete anche usare pesce cotto (così state tranquilli) avanzato la sera prima, dei gamberetti sbollentati,  il salmone affumicato o il tonno in scatola. Tenete conto che la pesca sta deturpando i nostri mari, impoverendoli di specie ma anche distruggendone i fondali. Quando consumate il pesce, preferite quello locale, pescato con metodi tradizionali e non invasivi. Se consumate il tonno preferite quello pinna gialla, perché è meno a rischio estinzione (al contrario di quello rosso). Inoltre i pesci più grossi, purtroppo per colpa dell'inquinamento sono pieni di mercurio. Secondo indagini recenti il mercurio presente nel tonno che si compra in pescheria, spesso ha valori che superano il doppio della quantità ritenuta non pericolosa. Il mercurio si accumula nel nostro corpo, causando malattie degenerative, tumori, tossicità cerebrale e danni al feto. Quindi usate con prudenza i pesci di grossa taglia, sia per permettergli di ripopolare i nostri mari, sia per evitare di accumulare troppo mercurio. Al posto del salmone, sarebbe da preferire la trota salmonata, che essendo allevata in Italia può essere meno impattante.
Quando io faccio il sushi, lo faccio quasi tutto con le verdure eccetto un cilindretto in cui metto il tonno (di solito associato a qualche verdura e sesamo).

Se usate le verdure cotte vi consiglio:
Cipolle in agrodolce, carote o broccoletti sbollentati, peperoni in agrodolce o cotti, carciofini sott'olio sono le verdure che amo di più, ma potete sbizzarrirvi!

Se volete un sushi veloce, ricco di nutrienti vi consiglio le verdure crude!
Per la versione raw: carote,  zucchine, cetrioli  tagliati a bastoncino, pezzetti di avocado, listarelle di peperone, qualche foglia di insalata associate alle altre verdure, rucola. La versione raw è la mia preferita, perchè velocissima da preparare e supergustosa. Anche in questo caso, cercate di preferire verdure locali e di stagione (si lo so sarebbe da evitare l'avocado, ma un peccatuccio ogni tanto possiamo concedercelo).




Avevo fatto le foto passo passo, ma non le trovo, quindi vi lascio al momento una foto (anche sfocata perché fatta col cellulare) di un sushi fatto NON a regola d'arte. In questa foto ho usato il riso per risotto e ho dimenticato nella fretta, di prendere la stuoia di bambù per arrotolare bene i cilindretti. Perdonatemi, di solito mi dedico di più alla decorazione e ai giochi di colore, perché il cibo si mangia anche con gli occhi!



Nella foto ho fatto il ripieno con: tonno e sesamo, tonno e peperone crudo, carciofini sott'olio, zucchina cruda (se togliete un pò di buccia è dolcissima!!!) e carciofini. 

Aggiungo una piccola nota: l'alga nori contiene quantità significative di proteine, minerali, vitamine (più vitamina C delle arance), oligoelementi essenziali  e contiene sostanze capaci di abbassare i livelli di trigliceridi e colesterolo nel sangue.

Fate il vostro sushi all'italiana e magari se trovate qualche combinazione stravagante lasciatemi un commento!
Arigatou



Aggiornamento dell'8 giugno

Ormai sono sempre più brava a fare il sushi, quindi ho cominciato anche a fare anche gli uramaki e gli onigiri.

  • Gli uramaki sono caratterizzati dalla presenza dell'alga nori all'interno e dal riso all'esterno (come i california roll), per prepararli io ho steso un pezzetto di alga, l'ho ricoperta di riso lasciando un lato scoperto, poi l'ho   ribaltata (in modo che il riso fosse sul tappetino di bambù). Ho messo il condimento(in questo caso un pezzo di foglia di insalata e una striscetta di carota) sul lato di alga senza riso, in modo da avvolgere il ripieno solo nell'alga e poi ho continuato a girare. Non preoccupatevi se il cilindro non è regolare, potete aggiungere un pò di riso esternamente con le mani una volta che il cilindro è pronto. Passate il cilindro nel sesamo tostato e tagliate a fette.
  • Gli onigiri, sono le polpette di riso col ripieno dentro.Io ho semplicemente fatto una pallina, fatto un buco col pollice in modo da inserire il ripieno (un carciofino). Ho  schiacciato bene con le mani in modo da rendere compatta la polpetta e l'ho modellata a forma di rettangolo. Ho tagliato poi una striscetta di alga che ho incollato intorno (serve per prendere l'onigiri senza sporcarsi le mani).


Arigatou
Silvia


giovedì 13 marzo 2014

Come si fa la doccia?

Molto spesso non ci rendiamo conto che un gesto semplice come fare la doccia, in realtà in molte parti del mondo è un lusso inimmaginabile. Dovremmo facendo la doccia rispettare l'ambiente, sprecando poca acqua e usando detergenti a basso impatto ambientale. Spesso però facendo la doccia non trascuriamo solo l'ambiente ma commettiamo anche degli errori che sono causa di problemi "sulla nostra pelle" , come irritazioni, dermatiti, pelle secca.

  • Innanzitutto non usate il bagnoschiuma ma il docciaschiuma. Il bagnoschiuma è creato solo per fare tanta schiuma nella vasca e per questo motivo è molto aggressivo.
  • Cercate (leggendo l'inci) formulazioni non aggressive e a basso impatto ambientale
  • Per lavarci basta pochissimo detergente. Lavate le zone dove è maggiore la proliferazione batterica (ascelle ecc...), per il resto del corpo non c'è bisogno di aggiungere altro detergente.
  • Per pulire a fondo la pelle, in realtà è più importante del detergente l'azione meccanica. Usare tanto detergente non assicura una pulizia profonda. Per pulire bene la pelle potete spazzolare il corpo con una spazzola a setole naturali prima della doccia (è una pratica che assicura la rimozione delle cellule morte, migliora la circolazione locale, libera i pori ostruiti e aiuta ad eliminare le tossine) e una spugna morbida sotto la doccia, oppure potete usare sotto la doccia una spugna con un lato delicatamente abrasivo.
  • E' importante usare una spugna, in modo da diluire bene il detergente.Preferite quelle ecologiche che possono poi essere riciclate nel compost. 
  • Se il detergente è troppo aggressivo e dopo la doccia la pelle è secca, tira o prude basta aggiungere una parte di olio vegetale ogni 4 di detergente. Consiglio un olio leggero. Potete usare l'olio di semi di girasole o quello di riso (che trovate tranquillamente al supermercato).
Ovviamente ricordate che l'acqua è un bene prezioso e per sprecarne il meno possibile, dovete chiudere l'acqua mentre vi insaponate o lasciate agire il balsamo. Potete  ancora sotto la doccia, passare alcune gocce di olio vegetale sul corpo e poi senza risciacquare asciugatevi tamponando. In questo modo avrete idratato velocemente la pelle senza bisogno di passare la crema dopo. (Se volete anche una delicata profumazione, potete sciogliere alcune gocce di olio essenziale in una boccetta con l'olio).

Silvia


domenica 13 ottobre 2013

Quanto inquina lo spazzolino da denti +riciclo creativo+ recensione spazzolino viviverde coop

Il comune spazzolino da denti è costituito principalmente da materie plastiche quindi altamente inquinanti. Secondo uno studio americano, ciascun spazzolinoemette circa 34g di gas inquinanti. Ogni anno in America si consumano circa 50 milioni di kg di plastica destinata agli spazzolini! ! Questo significa che solo in America, ogni anno si producono oltre 67 milioni di kg di gas serra, solo per produrre gli spazzolini!!!
si calcola infatti che 1000 kg di polipropilene corrispondono circa a 1343 kg di sostanze inquinanti lasciate nell'atmosfera. Ed ecco che un piccolo oggetto, diventa una grande fonte di inquinamento.
Che fare?
Possiamo scegliere 2 tipi di spazzolino. Quello prodotto con materiale compostabile (che trovate nei negozi come Naturasì, Cuorebio ecc) o quello in plastica ma con le testine intercambiabili.
Io l'ho visto alla coop, della linea Viviverde e non ho potuto fare a meno provarlo.
Maneggevole come qualsiasi spazzolino in plastica, economico (meno di 2€ per prendere uno spazzolino con una testina di ricambio e custodia per la testina) . I ricambi costano pochissimo (mi pare che con meno di 1.5€ ci sono 2 testine). Per cambiare le testine basta spingere la testina dalla parte posteriore e questa esce.
Ovviamente vista la dimensione della testina, capirete da soli che 1000 testine in discarica occupano uno spazio decisamente inferiore rispetto a 1000 spazzolini interi.
Ovviamente quello compostabile rappresenta la scelta più ecologica, ma questo è un ottimo compromesso.

Col vecchio spazzolino potete  e dovete ovviamente lanciarvi in un nuovo uso creativo:
dipingere, spazzolare le scarpe, pulire piccoli barattoli o i beverini dei vostri animali, smacchiare le fughe delle mattonelle, spazzolare il viso e le labbra per un peeling (ovviamente se le setole non sono troppo dure), lavare i denti del cane, spazzolare le unghie dopo lavori in giardino, spazzolare il guscio dei molluschi, spazzola per barbie o piccoli animaletti giocattolo, pulire dei bordi o dei piccoli spazi (filtri dei rubinetti, gioielli, bordi ecc). Buttarli è davvero un peccato!
Silvia

domenica 6 ottobre 2013

Eco-mestruazioni e recensione della coppetta mestruale

Era da un po' di tempo che volevo parlarvi della coppetta mestruale e finalmente eccomi qua!
In base alle statistiche, una donna nella sua vita usa circa 11.000 assorbenti. Questi si biodegradano dopo...500 anni!! Immaginate solo per un attimo tutte le donne dei paesi ricchi (perchè nei paesi poveri gli assorbenti usa e getta non esistono) . Immaginate che ognuna di noi lasci 10.000-11.000 assorbenti in discarica e che solo tra 500 anni verranno smaltiti. Nel frattempo si sommeranno a questi, quelli di tutte le donne che nasceranno nei prossimi 500 anni! Si calcola che ogni anno vengano buttati in discarica 14 miliardi di assorbenti. Il dato è davvero spaventoso!

Ma prima degli assorbenti usa e getta, come facevano le donne? Vi metto un link con tutta la storia delle mestruazioni e riporto un riassuntino veloce per chi va di fretta.
Una volta le donne usavano foglie, papiri ammorbiditi, lana. pelle, erba ecc. All'inizio del 20° secolo le donne si confezionavano dei tamponi col cotone. Nel 1920 nascono i primi assorbenti usa e getta, (di cotone e tessuto) che si fissavano con cinture sanitarie. Nel 1930 Leonora Chalmers brevetto e produsse la prima coppetta mestruale. Con la recente nascita degli assorbenti usa e getta,  non riscosse successo. Nel 1969 nascono i primi salvaslip con al striscia adesiva. Nel 1987 nascono i keeper, un tipo di coppetta mestruale ancora oggi sul mercato. Oggi esistono centinaia di tipi e marche di coppette.

Ho constatato che molte donne non sanno perchè venga il ciclo mestruale, nè l'anatomia del loro corpo. Invito quindi chi non sapesse come "funzioniamo" a documentarsi. Vi metto i link da wikipedia, perchè dovrebbero essere abbastanza semplici. ciclo mestruale e apparato genitale femminile. 

Ma passiamo finalmente alla coppetta. 

Cos'è la coppetta mestruale?

La coppetta mestruale è un dispositivo, solitamente di silicone medico o in TPE (il materiale dei ciucci) nel caso della Meluna. Questo dispositivo si inserisce nella vagina, al di sotto della cervice (quindi molto più bassa del tampone) e raccoglie il sangue mestruale.



Perchè usare la coppetta?

  1. E' ecologica. Può durare 10-15 anni . Anni durante i quali, non avrete bisogno di usare assorbenti e proteggi slip
  2. E' economica. Una coppetta costa intorno i 15-30 € a seconda del tipo, della marca e dell'eventuale offerta del momento.Niente più soldi per gli assorbenti usa e getta.
  3. E' adatta alle donne che hanno problemi di irritazioni causate dagli assorbenti
  4. Non essendoci sangue che si ossida sull'assorbente, permette il totale controllo di eventuali odori
  5. E' pratica. A seconda della capienza della coppetta e del tipo di flusso potete arrivare a svuotarla anche ogni 8-12 ore.
  6. E' igienica. Al suo utilizzo non è associata la Sindrome da Shock Tossico (Tss), causata dalla tossina dello Staphylococcus aureus, frequente in chi utilizza i tamponi interni. Inoltre ricordo che quando si urina col tampone, il filo si impregna di pipì che risale fino al tampone stesso.
  7. E' ipoallergenica. Non contiene gli sbiancanti e le altre sostanze tossiche presenti in tamponi e assorbenti esterni.
  8. E' comoda. La usano molte sportive (soprattutto ballerine). Io l'ho utilizzata sia per intere giornate al mare che lunghe pedalate in bici, senza sentirla mai.
  9. E' discreta. Nessun rumore di pannolino con l'assorbente appena cambiato, nè fili che potrebbero sporgere dal costume.
  10. Non altera il ph vaginale, nè la normale flora batterica. Il tampone al contrario, assorbe anche la fisiologica umidità vaginale, causando possibili irritazioni.
  11. E' adatta alle donne che spesso presentano infezioni vaginali. La coppetta infatti non assorbe il muco cervicale, che ha come primaria funzione quella di creare una barriera antibatterica tra vagina e utero
  12. Si può usare anche con contraccettivi meccanici (tipo il diaframma o la spirale)
  13. Grazie alla grande varietà di coppette presenti in commercio, sia le ragazzine che le donne che hanno partorito, sia le donne con flusso leggero che quelle con flusso abbondante, sia le donne con un pavimento pelvico ipertonico che quelle con un pavimento ipotonico,   possono trovare la coppetta delle giuste dimensioni e consistenza. (più o meno rigida)
  14. Può essere usata durante tutte le fasi del ciclo mestruale. Quando il flusso mestruale è all'inizio o alla fine,le perdite ematiche possono essere troppo leggere per usare il tampone interno (che ha bisogno di una forte umidità nell'inserimento e nella rimozione). Quindi di solito in questa fase passare una giornata al mare non è proprio il massimo. La coppetta invece scivola con facilità quindi può essere usata in qualsiasi momento. 
  15. Quando avrete preso confidenza con la coppetta e saprete utilizzarla nel modo corretto, la coppetta vi permetterà di non avere assolutamente perdite (E' fatta per questo!) . Questo significa che potrete utilizzare anche il costume bianco e la biancheria intima che più vi piace e che magari non è adatta all'uso dell 'assorbente esterno.
  16. E' talmente comoda che spesso vi fermerete per strada chiedendovi se l'avete messa! (a me succede spessissimo). Cosa che non mi era mai accaduta col tampone interno, nè ovviamente con l'assorbente.
  17. Ne esistono di bellissime, super colorate!

Contro
  1. Non conosciamo bene la nostra anatomia. Scommetto che molte di voi non sanno neanche palparsi la cervice. Può essere quindi per alcune donne (non tutte), un pò difficile da posizionare inizialmente. Molte imparano ad utilizzarla al primo ciclo, altre hanno bisogno di 2 o più cicli per posizionarla correttamente. La coppetta non deve provocare nè dolori, nè fastidi, nè perdite. In quel caso, o posizionate male la coppett,a o avete sbagliato conistenza o misura. Prima di decidere che una coppetta non sia adatta a voi, provatela per alcuni mesi e solo a quel punto compratene un'altra (a meno che non sia piena già dopo 2 ore, allora è troppo piccola).
Come si usa?
Principianti
  1. Bisogna sterilizzare la coppetta all'inizio e alla fine di ogni ciclo, facendola bollire in un pentolino per 5-7 minuti.
  2. Inserite la coppetta in vagina. Potete usare vari tipi tipi di pieghe per renderla più piccola e inserirla comodamente. (All'inizio vi consiglio di stare sedute sul bidet e rilassarvi)Per inserirla correttamente, vi consiglio di tenerla bassina e spingerla leggermente inclinandola verso l'osso sacro. 2-3 contrazioni dei muscoletti (quelli con cui si trattiene la pipì) vi aiuteranno a posizionarla bene, senza avvertirla.Se siete all'inizio e avete dubbi sulla sua apertura, posizionate un dito in vagina per seguire il bordo della coppetta. Potete anche controllare l'effetto sottovuoto tirandola leggermente verso giù dal gambetto o schiacciando una parete e sentendo che "inghiotte" aria.
  3. Potete tenere la coppetta 4-12 ore prima di svuotarla (con l'eperienza saprete regolarvi)
  4. Per togliere la coppetta all'inizio vi consiglio di sedervi nel bidet. Afferrate il culetto. Se non lo trovate, la coppetta potrebbe essere salita. Spingete coi muscoletti come se volesse partorirla  e la coppetta spunterà. (la vagina è lunga inorno ai 7-10 cm, non è mica infinita!)Pizzicate il culetto in modo da togliere il sottovuoto ed estraetela (potete anche spingere in quel momento).
  5. Svuotate la coppetta, lavatela con acqua e sapone intimo. Se siete fuori casa, potete sciacquarla con una bottiglietta o pulirla con della carta o con le salviette umidificate per l'area intima.
  6. Inseritela di nuovo.
Ok sembra difficilissimo, ma in realtà una volta che ci prendete la mano diventa facilissimo e ci vogliono solo 2 minuti per svuotarla.

Esperte
  1. Bisogna sterilizzare la coppetta all'inizio e alla fine di ogni ciclo, facendola bollire in un pentolino per 5-7 minuti.
  2. Inserite la coppetta con la piega più adatta a voi anche all'impiedi. 2-3 contrazioni mentre siete già uscite dal bagno per sentirla comoda
  3. Aspettate il riempimento della coppetta
  4. Estraetela sedute nel wc o in piedi
  5. Svuotatela e Sciacquatela
  6. Inseritela
    Come vedete l'esperienza cambia tutto!

    Conservate la coppetta tra un ciclo e l'altro in un sacchettino di cotone (che spesso vi arriverà con la coppetta). 

    Eventuali cause di perdite o dolore
    Nella maggior parte dei casi il problema è il modo in cui posizionate la coppetta, piuttosto che la coppetta stessa. E' molto importante conoscere la posizione della cervice e mettere la coppetta al di sotto(o il sangue non verrà raccolto, ma scivolerà sul bordo) avendo cura di non pizzicarla (o potreste sentire un dolore acuto, irradiato anche alla schiena).vi metto il link in italiano non perfetto, ma comunque chiaro.
    E' molto importante trovare l'orientamento giusto della coppetta. Io ad esempio avevo perdite finchè non l'ho inclinata leggermente più indietro.
    Se avete perdite e la coppetta è piena, vuol dire semplicemente che dovevate svuotarla e si è riempita troppo. Se si riempie troppo in fretta la coppetta è troppo poco capiente. Se sentite pressione sulla vescica, potrebbe essere non adatto il diametro o potrebbe essere troppo rigida la coppetta. In ogni caso il consiglio è sempre quello di fare tante prove.

    Come sceglierla
    Su internet e fb, ci sono tanti gruppi e blogger che si occupano solo di coppette e quindi sapranno aiutarvi nella scelta.Se fate una ricerchina su google, troverete tantissime marche e stili. Io ad esempio l'ho voluta colorata e poco trasparente per prendere confidenza :)


    Fleurcup
    Io ho scelto la fleurcup, perchè me l'hanno consigliata come adatta alle principianti e c'era anche un'offerta molto conveniente quando l'ho ordinata. E' abbastanza morbida, ma allo stesso tempo abbastanza rigida da aprirsi senza problemi. L'esterno è vellutato, l'interno liscissimo. Il gambetto non è morbidissimo, quindi se sporge dovrete tagliarlo (ma è fatto in modo tale che è facile il taglio netto, senza che si formino bordi pungenti). Io l'ho tagliato tutto, perchè tengo la coppetta bassissima, e sporgendo mi dava fastidio.


     Come vedete la coppetta non è poi così gigante come fanno credere!



      Le righine sul fondo aiutano molto nella presa, ma quando saprete utilizzarla non vi serviranno più. In alcuni casi potrebbero anzi dare un pò di fastidio, proprio perchè molto pronunciati. Io dato che tagliato il gambo, spesso la rivolto come un calzino e la uso liscissima (Senza righine sul fondo quindi).

    Sono ancora ai primi mesi e ogni tanto ho qualche perdita, ma credo che la colpa sia della mia anatomia/ abilità nel posizionarla. E' francese, sottoposta ai normali controlli di qualità e si può ordinare solo dal loro sito ufficiale. Il bordo non è morbidissimo quindi non consiglio tutte le pighe, in particolare quella a C.
    Secondo me le 2 pieghe più adatte alla fleur sono queste :


    In questo modo la parte da inserire diventa piccolissima. Come l'assorbente interno!

    Una volta inserita me la dimentico. Ci vado in bici e al mare senza alcun fastidio. Io ho la taglia S, e per  me è perfetta, regge benissimo le primi notti di ciclo più abbondante. Io la amo! Anche quando ho qualche perdita, mi rendo conto di quanto superiore sia a qualsiasi altro tipo di assorbente/tampone. Non potrei assolutamente più farne a meno!

    Conclusioni generali 
    Chi critica in generale le coppette , o non ha avuto la pazienza di imparare ad usarle o non le ha mai usate o non ne conosce i vantaggi. Ho letto i commenti di ragazze che pensavano che la coppetta potesse creare all'interno un ambiente caldo/umido, terreno ideale per colture batteriche/micotiche. Questo non è assolutamente vero, infatti la coppetta raggiunge solo la temperatura corporea senza "effetto serra". Secondo alcune può aumentare l'insorgenza di infezioni, ma vi ho già spiegato prima che non altera le fisiologiche condizioni vaginali. Tante si allarmano all'idea di svuotarla in un bagno pubblico. Innanzitutto se dovete uscire e sapete che dovete svuotarla dopo 4-12 ore, potete benissimo regolarvi in modo da svuotarla  a casa. Se vi cambiate in un bagno pubblico anche il tampone può richiedere qualche acrobazia e anche il cambio dell'assorbente esterno non è facilissimo (dove lo poggiate?).
    E  a quelle che trovano schifosa l'idea di non sterilizzarla ad ogni inserimento, chiedo se facciano la stessa cosa col fidanzato. :D  Vi lascio anche le comuni faq dal sito della Lunette. 

    Che altro dire? La coppetta è comoda, igienica, discreta, economica e molto molto ecologica. Provatela e la amerete!
    Silvia 





    venerdì 5 luglio 2013

    Inci, cos'è ?

    A guardare il blog sembro un hippie e basta, no no non ci siamo. Qua bisogna correre ai ripari e cominciare  a parlare un po' di cosmesi! Premetto che ho tanti progettini in mente. Parlarvi di un po' dei rimedi naturali che uso abitualmente, fare le recensioni dei prodotti eco-bio che ordinerò a giorni e ho intenzione di imparare a fare il sapone e i cosmetici a casa. Ma cominciamo per gradi. Intanto iniziamo a comprare prodotti meno inquinanti e più salutari e per farlo l'unica da fare è iniziare a leggere l'INCI.
    L'INCI è la denominazione internazionale, utilizzata per indicare in etichetta i diversi ingredienti di un prodotto cosmetico. Ricordo che fanno parte di questa categoria non solo makeup e "roba da donne", ma anche shampoo, deodoranti ecc, quindi  questo argomento dovrebbe interessare non solo le donne ma anche i maschietti e i pargoli.
    L' INCI, per legge, deve essere indicato o sulla confezione del prodotto o su internet.
    E' molto importante imparare a leggere le etichette per la nostra salute, per quella dell'ambiente ma anche per il nostro portafogli. Spesso infatti ci affidiamo alle scritte giganti sulla confezione e compriamo prodotti (ingannati dalla pubblicità) anche a prezzi elevati, solo perchè sembrano migliori di altri.
    Mi è capitato, quando ancora non leggevo le etichette di comprare la crema Nivea "Pure and Natural" al supermercato, che riporta la scritta " 95% di origine vegetale". In questi giorni ho scoperto che quella crema non solo contiene pochissime sostanze idratanti, ma sono presenti anche conservanti cessori di formaldeide (cancerogena) e molti allergeni. Probabilmente sarà migliore di molte alte creme, ma non si può assolutamente considerare una buona crema. (Decisamente migliore è la garnier bio active). Questo significa che ho pagato 2 € in più per una crema che contiene ingredienti dannosi e che comunque non contiene tante sostanze nutrienti (praticamente una crema vuota) solo perchè ho letto "95% di origine naturale".
    Un'altro errore potrebbe essere anche comprare un prodotto che poi in realtà si riveli un altro. 
    Mi è capitato ad esempio di comprare una saponetta "alla lavanda" scritto bello in grassetto sulla confezione per scoprire  poi non contenerne, ma averne solo l'odore sintetico.

    Sapere cosa state comprando è vostro dovere e diritto.


    Ovviamente questo discorso vale non solo sui prodotti cosmetici, ma anche su quelli alimentari.
    Passiamo al lato pratico.
    Come si legge l'INCI? 

    1. Innanzitutto ricordatevi che gli ingredienti sono scritti in ordine decrescente di concentrazione, quindi il primo ingrediente è quello più presente e l'ultimo quello meno.Questo implica che, un ingrediente non tanto buono lasciato alla fine dell'INCI può anche essere passabile, ma magari non essere accettabile all'inizio della lista.
    1. Se comprate un prodotto perchè contiene una certa sostanza (es. una crema all'aloe), assicuratevi che il principio attivo sia ai primissimi posti ( diciamo non oltre il 4), perchè in quantità troppo basse, ovviamente sarebbe poco efficace ( e oltretutto pagarlo di più perchè??)
    1. Portate con voi la lista degli ingredienti da evitare assolutamente
    1. Usate importanti risorse presenti sul web per capire cosa davvero state comprando


    Non si parla di essere ecologisti, essere fissati col biologico o voler spendere soldi in più. Anzi, paradossalmente spende più soldi chi compra una crema per il viso non idratante a pochi euro (4€ di silicone, sostanze cancerogene, e derivati dal petrolio) , che chi ne spende 7 per avere sostanze nutrienti che rendono il nostro viso più bello e sano. Meglio usare 7 € che buttarne 4, no?
    Per rendere un prodotto buono non basta che sia ecologico, ma deve anche contenere le sostanze per cui lo state comprando. Che ve ne fate ad esempio di un balsamo eco, ma che non districa i capelli?
    Quindi il punto non è comprare solo una certa categoria di prodotti, ma comprare prodotti "buoni" , ricchi di principi attivi, con un  prezzo proporzionato, a basso impatto ambientale e che non sfrutti i lavoratori.
    "Un'impresa" penserete voi. In realtà non è poi così difficile.
    Mi è capitato ad esempio di avere forfora (io che non ne ho mai sofferto), nonostante usassi shampoo con proteine di questo e di quello, con oli vari ecc ecc , nonostante i miei impacchi supernutrienti e i capelli lucidissimi. Ho usato uno shampoo per bambini quindi più delicato  (con comunque un brutto Inci e senza particolari sostanze) e puf!  niente forfora! 
    Ci sono moltissimi aiuti sul web per aiutarci a spendere bene i nostri soldi. In questo post parleremo solo di INCI, ma in realtà per comprare un prodotto dovremmo guardare anche altri aspetti, che potrebbero fare di noi davvero dei consumatori critici (ne parlerò in un altro post).
    Ricordiamoci che nel mare finiscono più di 5000 tonnellate di cosmetici al giorno nella sola Unione Europea  e che le creme solari sono direttamente implicate nello sbiancamento e distruzione della barriera corallina.




    Sostanze da evitare:

    Petrolati:di origine petrolifera (quindi inquinante), non idratanti (perchè non dermocompatibili), irritanti, comedogeni,secondo alcuni studi potenzialmente cancerogeni (di classe 2). Anche i prodotti per bambini contengono petrolati, anzi mi correggo, sono proprio a base di petrolati (olio johnson per citarne uno!). Il ciclo di produzione è altamente inquinante.
    Alcune aziende assicurano di usare solo petrolati sicuri, trattati in modo da non  essere pericolosi (non so se sia possibile), ma in ogni caso, anche escludendone il rischio cancerogeno, le altre problematiche rimangono.
    Mineral oil -Petrolatum- Paraffinum liquidum- Cera microcristallina- Vaselina- Paraffina- Microcrystalline Wax 

    Siliconi: Non sono dermocompatibili. Inquinanti, non biodegradabili.Servono a rendere le creme più belle da stendere e a dare un finish setoso sulla nostra pelle (o capelli). Non hanno proprietà idratanti o nutritive. Non fanno respirare la pelle, anzi causano pori  dilatati  e impurità. A livello dei capelli li seccano e sfibrano le punte, rendendo grassa la cute. Ecco perchè alcune creme rendono le gambe setose o i capelli meno crespi e poi se non le si usa un giorno le gambe sono secchissime e i capelli ingestibili. (spesso i cristalli liquidi per capelli contengono solo sliconi!) 
    Finiscono in (-one; -thicone; -xiloxane; -silanoil)es.  Dimethicone- Cyclomethicone- Ciclopentasiloxane 

    Conservanti  e sostanze che rilasciano formaldeide. La formaldeide è cancerogena
    Imidazolidinyl urea- Diazolidinyl urea -Methylchloroisothiazolinone- Methylisothiazolinone- Formaldheyde-

    Ingredienti che rilasciano nitrosammine. Anche queste cancerogene, sensibilizzanti e tossiche.
    2-bromo, 2-nitropropane 1,3-diol, 5-bromo, 5-nitro, 1,3-dioxane methyldibromo glutaronitrile 

    Alcuni tensioattivi:i tensioattivi servono per formare schiuma.Alcuni di questi  possono essere molto irritanti. Potrebbero causare forfora, dermatite, prurito, cute grassa o molto secca. Monoethanolamine (MEA) (es: Cocamide Mea)- Triethanolamine (TEA) (es: Cocamide Tea)- Diethanolamine (DEA) (es: Cocamide Dea) 

    Alcune sostanze troppo aggressive:
    SLS( Sodium Lauryl Sulfate) questo è biodegradabile, quindi va bene, ma è troppo aggressivo sulla pelle. Va bene quindi nei detersivi. 
    SLES (Sodium Laureth Sulfate)  questo è diverso dal precedente, infatti contiene alcune molecole petrolifere. A livello ambientale però pare lo SLES sia meno impattante di alcuni tensioattivi di origine vegetale come le betaine. Lo SLES in realtà è molto biodegradabile, nonostante la piccola quota di sostanze petrolifere. Per essere bilanciato dal punto di vista dell'aggressività, bisogna associarlo a Cocamidopropyl Betaina o ancora meglio a Disodium Cocoamphodiacetate o sostanze che contengono la parola glucoside

    Altre sostanze dannose:
    Triclosan: potentissimo disinfettante (spesso presente anche nei dentifrici)  secondo alcuni studi può causare resistenza antibiotica! Pare possa passare anche nel latte materno, perchè entra in circolo.
    Peg:  di solito associati ad un numero (di derivazione petrolchimica, possibili cancerogeni). Rendono la pelle più permeabile e possono provocare allergie.
    BHA e  BHT. Antiossidanti tossici e irritanti (forse anche cancerogeni)
    Parabeni: 2 parabeni sono del tutto accettati (anche dal punto di vista ecologico) methylparaben ed ethylparaben. Gli altri, secondo alcuni studi potrebbero essere correlati al rischio di cancro se se ne fa un uso massiccio. Nei cosmetici vengono utilizzati come conservanti, in  dosi molto al di sotto dei limiti considerati pericolosi. Vi metto questo link  che vi spiega come siano accettati, se  al di sotto di un certo limite.Quindi  è ridicolo che esistano creme piene di schifezze e che riportino la voce "no parabeni". In quantità basse non sono dannosi. Certo quando possibile meglio evitarli (spesso anche chi fa i cosmetici ecobio a casa, usa piccolissiem quantità di parabeni)
    Tetrasodium EDTA: altamente inquinante, determina un aumento dei metalli pesanti nelle acque, con conseguenze su fauna e flora marina.

    Ricordiamoci anche che:
    -un cosmetico naturale può comunque contenere sostanze potenzialmente dannose o pericolose
    -anche le sostanze naturali possono essere irritanti o allergizzanti 
    -anche le sostanze naturali o biodegradibili hanno un impatto ambientale. Qualsiasi cosa ha un impatto sull'ambiente, anche respirare aumenta la quota di co2. Il punto è ridurre il più possibile questo impatto. Per farlo, la cosa più importante è evitare gli sprechi. Se ad esempio usate uno shampoo bio ed è indicato di diluirlo in una certa quantità d'acqua, usatelo così, non usatene il triplo perchè "tanto è bio".
    -anche un cosmetico ecologico può essere aggressivo
    -anche se sull'etichetta c'è scritto naturale, questo non significa nulla
    -non tutti i prodotti ecobio hanno una certificazione (che comunque costa), quindi potrebbe sembrare un "normale" prodotto e poi avere un INCI assolutamente eco-bio 
    -gli oli essenziali non sono acqua.Sono potentissimi, ricchissimi di allergeni, fotosensibilizzanti. Bisogna usarli in modo accurato, opportunamente diluiti in oli vegetali (anche un comune olio di semi di girasole) per sfruttarne le ottime potenzialità senza rischi.
    -gli oli essenziali hanno un impatto ambientale, sia per come vengono raccolti (alcuni usano piante in via d'estinzione, causano deforestazione) sia perchè comunque finiscono in mare.

    Potete portare con voi una lista degli ingredienti da evitare assolutamente e quelli da tenere d'occhio. Dopo 2 giorni ho trovato il modo di mettere il file sul blog (dato che con blogspot posso caricare solo file immagine!)
    (Bisognerebbe  salvare  immagine con nome e stamparla in formato A)

    Oltre alla lista potete usare risorse web prima e dopo gli acquisti:
    -http://www.biodizionario.it/ Questa importante risorsa permette di inserire un ingrediente nel motore di ricerca e ottenere un giudizio di colore (rosso, giallo, verde) in base al livello di compatibilità ambientale. Ricordate che il cosmetico perfetto dal punto di vista ambientale ha solo pallini verdi (ma non è detto che sia anche una composizione funzionale e ricca di principi nutritivi). Ovviamente più l'ingrediente giallo o rosso è in fondo, meglio è.
    -http://forum.saicosatispalmi.org/ In questo blog trovate i prodotti con inserito l'intero inci. Questo può essere molto utile prima di un'acquisto per sapere se è "verde" oppure no.
    -http://forum.promiseland.it/viewforum.php?f=2&sid=e63955f86288815658a817f5549a88e5 in questo potete trovare anche inci e delucidazioni sui detersivi
    -http://lola.mondoweb.net/ In questo blog non vengono indicati positivamente solo cosmetici ecologici, ma la classificazione avviene in base al livello di funzionalità o pericolosità di un cosmetico. Molto utile per capire se il prodotto ecologico che avete comprato è "vuoto" o funzionale.

    Io personalmente non cerco prodotti "biologici" ma soprattutto ecologici, il meno inquinanti possibili e non rifiuto a priori ingredienti sintetici, purchè abbiano i pallini verdi :)
    Se siete arrivati fino in fondo al post...bravissimi siete già sulla strada giusta per diventare consumatori consapevoli!

    Se ormai avete dei prodotti pessimi a casa non buttateli, inquinereste ulteriormente, ma regalateli a qualcuno o riutilizzateli in modo differente (ad esempio usate i vecchi shampoo per lavare i vestiti a mano o il pavimento, usate la creme come base per uno scrub allo zucchero, con gli oli ricchi di petrolati potete lucidare i mobili, il balsamo si può usare come ammorbidente per i tessuti).

    Purtroppo sono anche io ai primi passi, quindi vi consiglio di seguire i link ai siti web o il blog di Carlitadolce!
    Non fatevi fregare, siate consapevoli!
    Silvia



    sabato 29 giugno 2013

    Quanto inquina un paio di jeans?


    Vi siete mai chiesti come vengono prodotti i jeans?
    Ecco un brevissimo riassunto che renderà sicuramente l'idea.
    I jeans vengono prodotti a partire da cotone, coltivato per la maggior parte con un uso massiccio di pesticidi che inquina notevolmente aria, suolo e acqua. Circa 1/4 di tutti i pesticidi usati nel mondo serve per la produzione del cotone! Alcuni di questi pesticidi sono stati vietati in Europa ma non in altri paesi (India ad esempio). I lavoratori spesso si ammalano proprio per l'uso di sostanze tossiche. 
    Per produrre un kg di cotone in maniera intensiva, si può arrivare ad utilizzare fino a  25000 litri d'acqua! Il cotone viene poi spedito per essere tinto e poi di nuovo spedito per essere lavorato (con altro inquinamento derivato dai trasporti). Per dare l'effetto vissuto, subiscono poi circa 50 diversi trattamenti (soprattutto chimici), tra cui alcuni molto rischiosi per i lavoratori e dannosi per l'ambiente. Uno di questi trattamenti è la sabbiatura, pericolosissima per i lavoratori (che muoiono per  silicosi). 
    In alcune aziende ci sono sistemi che permettono di depurare le acque e mettere nell'ambiente solo acqua pulita. Ma il sistema di filtraggio è costosissimo e molte aziende ne fanno a meno, riversando tutto il contenuto tossico nei fiumi! Ci sono delle norme che dovrebbero   rendere sicuri questi stabilimenti, ma se l'azienda per cui lavorano chiude un occhio,  possono continuare a scaricare tutti i contenuti tossici tranquillamente nei fiumi, distruggendo l'intero ecosistema. 
    1 litro di pesticidi e 24 litri di benzina, vengono utilizzati per produrre un solo paio di jeans. Per mantenere i prezzi bassi, oltre a mantenere questi standard ambientali, i lavoratori sono spesso sfruttati e sottopagati.

    Se volete guardare un video in cui riportano queste informazioni, metto il link qui . Tutto il servizio sui jeans va dal minuto 27.54 al minuto 35.40 . Se volete solo vedere gli effetti di una fabbrica che non depura le acque guardate direttamente dal minuto 33.10.

    Che fare allora? 
    1. Innanzitutto acquistarne di meno. 
    2. Cercare di comprare i jeans di nuova generazione prodotti con cotone biologico e trattati in modo naturale. 
    3. Comprare jeans usati nei negozi dell'usato. 
    4. Scambiare i jeans con qualcuno che conoscete. 
    5. Trasformare i vostri vecchi jeans!



    Potete trasformare i vostri jeans in vari modi. Innanzitutto stringerli quando si ingrandiscono o se dimagrite. Se ne avete un paio a zampa, basta stringere a livello del polpaccio per ottenere i jeans "di moda" in questo periodo. Potete tagliarli e farci dei pantaloncini, dei pantaloni capri o pinocchietto. Potete farne borse, contenitori, astucci molto resistenti o potete farne una gonna ! Potete anche sbizzarrirvi con perline, borchie ecc da comprare in merceria e applicare a vostro piacimento!
    Silvia

    sabato 25 maggio 2013

    Film-Documentario Meat the Truth

    Ho visto questo bellissimo documentario. Tanti sono i motivi per guardarlo: curiosità, voglia di aumentare il proprio bagaglio culturale, sensibilità, amore per gli animali. Non importa che vogliate diventare vegetariani, vegani o solo ridurre il vostro consumo di carne. Non importa che per voi sia più importante la vostra salute, il bene del pianeta o i diritti degli animali. Questo video dovrebbero vederlo tutti. http://www.youtube.com/watch?v=FzLlfyabx8k
    Per chi non avesse voglia di guardarlo faccio solo un breve riassunto (o almeno ci provo :D)
    Riporto solo qualche dato che mi ha più colpita, ma che forse se state leggendo questa pagina già conoscete.
    Le conseguenze dell'effetto serra sono visibili anche senza bisogno di guardare documentari. In Italia a fine maggio ci sono state neve e grandine. Il riscaldamento globale è per la stragrande maggioranza causato dall'attività dell'uomo: da una parte aumenta la produzione di CO2, dall'altra si riducono quei sistemi che assorbono CO2 (gli alberi). (Senza tener conto della grande quantità di sostanze tossiche presenti nell'acqua, nell'aria e nella terra).
    Di tutto questo inquinamento, i mezzi di trasporto  sono responsabili solo per un 13%.
    Quindi tutte le macchine, i trattori, i camion, gli aerei, le navi, gli scooter del mondo sono causa del 13 % dell'inquinamento.
    Il 18 % è causato dal consumo di carne.
    Come? Innanzitutto le mucche producono enormi quantità di gas metano e di rifiuti organici che inquinano il suolo e le falde acquifere. Gli animali devono essere allevati, trasportati, macellati, confezionati e poi ancora trasportati fino ad arrivare ai supermercati. Ma gli animali devono anche essere nutriti. Vengono allora distrutte enormi aree di foreste per seminare granaglie (soprattutto soia) da dare agli animali. Distruggendo le foreste si ha anche una riduzione della biodiversità ovviamente. Per un kg di manzo, si calcola ci vogliano circa 7kg di cereali. Quindi è sicuramente un modo molto svantaggioso per ricavare proteine. Oltretutto più del 50% di queste coltivazioni è destinato all'allevamento animale, mentre una grande parte di popolazione mondiale muore di fame.

    In un anno, si è calcolato in Olanda, che una mucca produce tanto gas quanto una macchina che percorre la circonferenza  della Terra più di una  volta e mezzo!

    Hanno anche analizzato cosa succederebbe se la popolazione degli Stati Uniti fosse vegetariana per tot giorni la settimana ed il risultato è straordinario. Se tutti gli americani  fossero vegetariani per:

    • 7 giorni su 7: sarebbe come togliere dagli Stati Uniti TUTTE le automobili
    • 6 giorni su 7: sarebbe come ridurre a 0 il consumo di energia elettrica di TUTTE  le case americane
    • 5 giorni su 7:sarebbe come piantare 13 miliardi di  alberi e lasciarli  crescere 
    • 4 giorni su 7:sarebbe come se si dimezzassero i consumi domestici  di elettricità, gas, petrolio, kerosene 
    • 3 giorni su 7:sarebbe come se si sostituissero tutte le auto americane con quelle elettriche
    • 2 giorni su 7:sarebbe come sostituire tutti gli elettrodomestici delle case americane con quelli a risparmio energetico
    • 1 giorno su 7:sarebbe come risparmiare 90 milioni di biglietti aerei NY -Los Angeles
    Un vegetariano che guida una Hummer, inquina meno di un carnivoro con un'auto elettrica!
    Purtroppo da sempre, quando aumenta la ricchezza aumenta anche il consumo di carne, questo significa che in Cina la tendenza al consumo di carne è in aumento (per emulazione del  nostro modello di vita). r

    Oltre alle conseguenze ambientali e sociali (le grandi industrie della carne hanno distrutto i piccoli proprietari, spesso portandoli al fallimento e prendendo i loro terreni ) dobbiamo ricordare anche il modo in cui questi animali sono allevati. La maggior parte non ha mai visto la luce del sole. I maialini ancora cuccioli vengono castrati senza anestesia. A galli e galline viene tagliato il becco per evitare fenomeni di aggressività e di cannibalismo (causato dallo stress di una vita terribile). I pulcini che non servono finiscono vivi in un frullatore. Le mucche (che come tutti i mammiferi producono latte solo per i cuccioli)   vengono continuamente ingravidate, allontanate dai cuccioli (che non vengono svezzati dalle madri ma da latte artificiale) e munte con un sistema meccanico parecchie ore al giorno. Soggette a continue mastiti e infezioni, perdono grandi quantità di pus che finiscono nel latte (che poi viene filtrato, ma che per regolamentazione può comunque contenerne una certa quantità). 
    E se non vi interessa neanche il benessere degli animali pensate alla vostra salute.

    I prodotti animali sono ricchissimi di grassi saturi, che causano le patologie cardiovascolari. Ma non solo. Il consumo di carne aumenta ad esempio il rischio di cancro al colon. Le carni prodotte in maniera industriale contengono anche tantissimi farmaci  e ormoni dati agli animali per resistere alle terribili condizioni di vita. 
    I vegetali contengono tutte le sostanze che servono al nostro organismo per vivere in salute. Recenti studi stanno ad esempio correlando l'osteoporosi ad un uso eccessivo di prodotti animali (latte compreso), infatti è molto presente nei Paesi ricchi. 

    Smettiamola di incolpare gli altri dell'inquinamento e ricordiamo che ogni nostra azione ha una conseguenza, anche  a tavola!


    giovedì 16 maggio 2013

    Vegani per un giorno!

    Come detto tante volte sono "semivegetariana" . Ad esempio non compro carne né derivati da 2 mesi, anche se mi è capitato di mangiare qualche salume magari offerto dai miei coinquilini. Ho mangiato pesce solo 2 volte l'ultimo mese e uova idem. Non c'è bisogno di prendere una certa strada o entrare in una definizione per dare il proprio contributo. So che ogni fetta di carne che non compro aiuta il pianeta. Tutti possono decidere di non comprare una fetta di carne o un derivato animale, almeno ogni tanto, e fare qualcosa di grande anche con così poco. La LAV (Lega Anti Vivisezione) e L'Erbolario, lanciano una bellissima iniziativa : il Mercoledì Veg. Ovvero un giorno alla settimana da dedicare all'ambiente e a noi stessi, con una dieta vegana (nessun tipo di prodotto animale) e perché no, anche alla scoperta di nuovi sapori.
    Vi riporto i dati presi proprio dal loro sito, ma che potete confrontare qui.  Per 1 kg di carne di manzo (tenendo conto di tutti i processi necessari ) si arrivano ad utilizzare 15.500 litri di acqua . Si 1 Kg di carne di manzo  = 15.500 litri d'acqua! Con la stessa quantità d'acqua si possono produrre 4,5 kg di riso, o 12kg di grano o 86 kg di pomodori o 52 litri di latte di soia.  Se sostituissimo quel kg di carne con la stessa quantità di proteine vegetali, una volta a settimana potremmo avere davvero un grosso impatto sull'ambiente! Ovviamente oltre i 15500 litri d'acqua, vengono usati 7kg di alimenti vegetali (coltivati nel sud del mondo, a scapito di tutte le popolazioni che muoiono di fame) e vengono immessi nell'atmosfera 36,4 kg di Co2.
    Se una sola  persona fosse  vegano un giorno a settimana per un anno, risparmierebbe l'equivalente del consumo di una lampadina accesa ininterrottamente per 277 giorni!
    Se tutti gli italiani aderissero al MercoledìVeg, in un anno  si risparmierebbe l'acqua di  3.208.104 piscine olimpioniche  (circa 9.624miliardi,  312milioni di litri d'acqua) e l'equivalente di emissioni di Co2 prodotte da un suv che percorre 1 miliardo e 600milioni di km!

    Ecco un velocissimo filmato interessante :  http://tv.saicosamangi.info/video/ecologia-della-nutrizione/effetto-serra-costi-carne-risparmio-vegan/

    Non dobbiamo stravolgere le nostre vite per fare grandi cose! E per chi avesse dei dubbi del tipo "e cosa dovrei mangiare?" , siete sicuri che mangiare carne cucinata in modi diversi sia più vario??
    Vi lascio questi link http://www.vegan3000.info/ http://www.veganhome.it/ricette-vegan-home.pdf almeno per qualche spunto, dato che ci manca l'immaginazione!
    Silvia

    mercoledì 15 maggio 2013

    Come vengono prodotte le uova

    In che condizioni vengono prodotte le uova che compriamo?
    Ve lo siete mai chiesti?
    Le galline ovaiole sono stipate in gruppi, all'interno di gabbie dove l'unico movimento possibile è l'allungamento del collo (non possono neanche aprire le ali). Le gabbie sono in pendenza, in modo tale che le uova rotolino direttamente in un canale e quindi le galline sono in perenne lotta per non scivolare. Le galline vivono in ambienti illuminati tutto il giorno, in modo tale che non perdano tempo a dormire e siano più produttive. In queste condizioni compaiono disturbi gravi, quali immunodepressione (e per questo vengono imbottite di medicinali e antibiotici)  e cannibalismo (mangiare le compagne di gabbia). Per evitare quest'ultimo "inconveniente" viene effettuato il taglio del becco (pratica dolorosissima). Dopo 15 mesi di questa vita orribile, viene portata al macello come carne di seconda scelta. ( In natura avrebbe vissuto 10 anni). Intanto queste galline vengono fatte riprodurre. Se nascono pulcini femmine, queste faranno la vita della mamma. Se invece sono maschi, possono essere allevati per andare al macello o se troppi possono essere soppressi subito. Per sopprimere grandi quantità di pulcini esiste un metodo di abbattimento autorizzato che consiste nel mettere i pulcini in un frullatore. Il Dlgs 333/98 "per ridurre le sofferenze"  autorizza l'abbattimento dei pulcini mediante un dispositivo munito di lame a rapida rotazione, di capacità  tale che tutti gli animali vengano direttamente uccisi.
    Ecco l'allegato G, così potete leggerlo coi vostri occhi qui .
    Quando comprate le uova, guardate il codice sulla confezione:

    • codice 3: allevate in gabbia
    • codice 2: allevate a terra (ma con le stesse orribili condizioni)
    • codice 1: all'aperto (ma pur sempre in modo intensivo e non naturale)
    • codice 0: all'aperto estensivo 

    Nell'allevamento intensivo, vengono utilizzati mangimi di scarsa qualità spesso addizionati a componenti nocive (tipo olio biodisel) che ovviamente poi mangiamo noi con le uova.
    Dal  1 giugno il regolamento UE 56/2013 permette l'uso di farine di origine animale (quindi carcasse di altri animali) nel mangime di maiale, pollame e pesci.  ( e quale sicurezza abbiamo sull'origine di queste farine? non è bastata la mucca pazza???)

    Cosa possiamo fare noi?
    Innanzitutto ridurre il consumo. Spesso le uova vengono utilizzate in tante ricette senza che siano davvero necessarie (pasta, biscotti, torte, polpette...)  e vi assicuro che non metterle in certe preparazioni non ne abbassa la qualità ( e riduce il colesterolo).
    Comprate le uova da un produttore di fiducia (un contadino vicino casa ad esempio) o tramite un gruppo GAS. Se non avete altra possibilità comprate le uova biologiche (codice 0)
    Le uova biologiche garantiscono un maggior benessere per gli animali, un'alimentazione più sicura (niente OGM nei mangimi), e quindi anche una maggiore qualità per noi consumatori.

    Potete fare anche qualche ricerca su youtube e vedere coi vostri occhi le cose orribili che permettiamo ogni volta che compriamo un uovo...
    Silvia

    domenica 12 maggio 2013

    Cosa deve contenere un buon detersivo lavatrice autoprodotto e consigli per un buon lavaggio ecologico

    Da gennaio ad ora ho fatto tantissime ricerche per capire come si può ottenere un detersivo lavatrice non improvvisato, ma equivalente ad uno acquistato.
    Finalmente sono arrivata a dei risultati soddisfacenti!
    Per tutti gli approfondimenti consiglio questi siti: http://forum.promiseland.it/  (nella sezione cosmetici e prodotti biodegradabili il moderatore è Fabrizio Zago , chimico industriale, consulente Ecolabel), http://forum.saicosatispalmi.org , http://lola.mondoweb.net/

    Innanzitutto si può scegliere la formulazione in polvere e quella liquida, io consiglio la seconda soprattutto se fate lavaggi con acqua fredda o brevi.
    In ogni caso il detersivo deve contenere:

    • Tensioattivi (servono a intrappolare lo sporco e a "trascinarlo" fuori dal tessuto). Questi si possono introdurre tramite il comune detersivo per i piatti (ovviamente a basso impatto ambientale o il nostro detersivo non sarà ecologico)
    • Sequestranti/addolcitori . Tolgono la durezza dell'acqua togliendo i sali di calcio e magnesio ed evitano la precipitazione dei cristalli sui tessuti. Possiamo fare in casa facilmente un sequestrante, che prende il nome di citrato di sodio
    • Un alcalinizzante che aiuti il lavoro del del tensioattivo e la conservazione del detersivo (un territorio basico ostacola la crescita batterica). La soda solvay (carbonato di sodio) serve proprio a questo e funziona da sgrassatore
    • Un sapone (in questo caso di marsiglia). Il sapone industriale si scioglie con un rapporto troppo elevato (1:20) per cui da solo non può lavare bene. Per questo motivo mettere il solo sapone in lavatrice non basta. Oltretutto il sapone si lega al calcio e al magnesio, sali insolubili che si formano in quantità sempre più alte a seconda della durezza dell'acqua. Questi sali possono a lungo andare ingrigire i tessuti su cui si depositano   Metto anche il link per conoscere la durezza dell'acqua nella propria zona. Proprio per sciogliere questi sali dobbiamo fare il sequestrante!Inoltre in lavatrice il sapone  servirà a formare meno schiuma, che potrebbe invece rompere la lavatrice e lavare meno i panni (perché attutisce l'azione meccanica della lavatrice)
    Per igienizzare e rendere i capi più bianchi in modo ecologico si può utilizzare la candeggina gentile, come additivo in ogni lavaggio. Si aggiunge direttamente nel cestello, in un misurino (il detersivo in un altro), oppure si può versare nella vaschetta per il candeggio. Non scolorisce i tessuti, ma per capi delicati consiglio la prova in un angolo nascosto. 

    L'ammorbidente si può sostituire con una soluzione di acido citrico. Questa soluzione ha il vantaggio di essere economica, anticalcare, ecologica. Se comprate l'ammorbidente ecologico assicuratevi che abbia Esterquat una molecola ammorbidente di origine vegetale o animale, che è a basso impatto. (cercatela anche nel balsamo per capelli!)

    Un appunto riguarda l'uso di bicarbonato come anticalcare. E' scritto sulla confezione. E' scritto sul sito. E' sostenuto da molti. In realtà il bicarbonato può facilitare la rimozione di calcare legandosi al calcio e al magnesio, ma non lo può eliminare perché basico come il calcare.Per eliminare il calcare ci vuole un acido. L'acido in questione può essere l'aceto o l'acido citrico. 
    E' stato realizzato  un test di impatto ambientale riguardo l'acido acetico (contenuto appunto nell'aceto) e l'acido citrico. Si è visto che per neutralizzare l'1% di acido acetico servono 1667 litri d'acqua, con la stessa quantità di acido citrico ne servono solo 31,3. Quindi l'acido citrico è 53 volte meno impattante dell'acido acetico.Si è visto anche che l'acido acetico è più corrosivo sulle superfici metalliche, può quindi rilasciare molecole di metalli . Meglio quindi usare l'acido citrico nei nostri detergenti per la casa!

    Come rendere più efficace il lavaggio
    • Anche i detersivi commerciali spesso non tolgono completamente le macchie. L'unica cosa che potete fare è pretrattare. Basta usare una saponetta di marsiglia e strofinare un po' prima del lavaggio in lavatrice.Nel caso di macchie ossidabili, potete anche procedere con un'ammollo in acqua e candeggina gentile. In questo caso, più è lungo il tempo di ammollo, maggiori risultati si possono ottenere (l'acqua calda facilita l'operazione)
    • Non riempite troppo la lavatrice. I capi hanno bisogno di sbattere contro le pareti. Tenete conto della capacità della vostra lavatrice (se dice 5kg, 5 kg devono essere)
    • Potete usare al posto del tappo col detersivo due palline da tennis, aperte con un coltello. Queste, inserite nel cestello,  potranno contenere il detersivo, aumenteranno la forza meccanica della lavatrice e funzioneranno da ammorbidente perché ridurranno la carica elettrostatica
    • Stendete i capi al sole. Rende il bianco più bianco e aiuta a togliere molte macchie (spesso fotolabili)
    Consigli "ecologici"
    Evitate di lavare i capi troppo spesso, oltre ad essere un consumo di risorse rovina i tessuti.
    Evitate di fare lavaggi con acqua troppo calda. Serve davvero? Lavare oltre i 60° ha davvero poco senso. Spesso basta l'acqua fredda.
    Non usate troppo detersivo, non pulisce di più! Se non lavate i capelli per un anno non è che  poi fate 10 passate di shampoo per recuperare! 
    Non mettete troppo ammorbidente. Siamo drogati dai profumi industriali. Ormai per noi un buon ammorbidente deve lasciare la scia per tutta la casa. In realtà non dovrebbe essere così. I capi dovrebbero semplicemente fare odore di pulito, non soffocare la gente! Seguite le indicazioni sul flacone se comprate l'ammorbidente e non esagerate, anche il più ecologico ha un certo impatto ambientale.

    Su internet ho trovato una ricetta che contiene tutti i requisiti per un buon detersivo lavatrice, ma contiene troppo detersivo per i piatti. Faccio un pò di esperimenti e vi farò sapere :)

    Silvia


    venerdì 3 maggio 2013

    L'orto in balcone

    Ormai è da qualche giorno che mi dedico al mio orticello e sono spuntati i primi germogli! Sono strafelice! Per chi non lo sapesse abito al quinto piano di un palazzo, quindi non ho giardino, ma avevo troppa voglia di provare a produrre qualcosa non a Km 0, ma proprio a metro 0! Non ci vuole un gran balcone per coltivare qualche insalatina o ravanello fresco, basta solo organizzare gli spazi! Io sto facendo tutto riciclando il più possibile, senza comprare vasi! I vasi infatti possono essere sostituiti da cassette di frutta e verdura (sia di plastica che di legno) favolose perchè impilabili (quindi adatte ai balconi più piccoli), bottiglie, flaconi, barattoli, contenitori, persino sacchetti!
    Perché coltivare un orto in balcone? Innanzitutto perché è una cosa che non ho mai fatto e l'idea di piantare delle piantine, vederle crescere e portarle in tavola mi elettrizza. Ma non solo. E' un risparmio economico. Permette di mangiare verdura appena raccolta, coltivata senza pesticidi o sostanze chimiche. E' un'attività rilassante e piacevole che non richiede molto tempo. Posso coltivare verdura che non ha praticamente impatto ambientale perché non richiede trasporti dal terreno, all'azienda che prepara gli imballaggi, al supermercato, verdura che a non è imballata (quindi niente scatolette varie, pellicole, sacchetti ecc).
    Non è certo una mia invenzione, sempre più persone coltivano i loro ortaggi in appartamento! Esistono molti libri appositi, che spiegano quali specie conviene coltivare in balcone e come coltivarle (io ho letto il libro di Grazia Cacciola, "l'orto sul balcone", che per una neofita è l'ideale). Sapevate che persino le zucche e i meloni crescono bene in balcone? :)
    Io ho seminato da pochissimo: lattuga da taglio, ravanelli, rucola, valeriana e un bel prato per le mie caviette :) Ho anche una pianta di basilico, una di menta, una di lavanda e una di stevia. La stevia, per chi non la conoscesse, è una pianta le cui foglie essiccate possono sostituire lo zucchero! Si coltiva, si tagliano i rametti o le foglie, si essiccano e una volta frullate  sostituiscono lo zucchero. Secondo alcuni studi questa pianta potrebbe anche curare il diabete e quantomeno è adatta ai diabetici più dello zucchero. Su internet troverete montagne di informazioni al riguardo!
    Ma torniamo al mio orto!
    Non vi spiego come si coltivano le varie piante visto che il mio pollice non è affatto verde in questo momento, ma vi faccio vedere come si può allestire a costo 0!
    Io adoro le cassette in plastica dei fruttivendoli. Queste le ho trovate tutte abbandonate per strada, ma potete andare nei mercati o supermercati dato che ne vengono buttate tantissime!(questa è un pò troppo bassa, meglio  quelle coi bordi più alti)
     Nel caso della cassetta, visto che è troppo forata dovete procurarvi dei teli per foderarla. In questo caso ho usato il sacco che conteneva il terriccio, ma di solito faccio un collage coi sacchetti. Fermate tutto con lo scotch.
     Forate bene la base, per drenare il terreno (io uso una penna, così da fare fori grossi quanto la penna stessa). La base dovete forare per evitare i ristagni d'acqua!
     Versate la terra. Potete mettere sul fondo sassolini, gaietta (secondo me anche tappi in plastica) per rendere la terra meno compatta. (io non ho aggiunto nulla perchè in questo terriccio c'erano già sassolini e legnetti)
     Non avevo un vaso abbastanza profondo per piantare i ravanelli (ci vogliono almeno 20 cm di terra), così ho usato questo grosso sacco, sempre forato sul fondo.
     Qui potete vedere il basilico nel sacchettino !
     Al momento questa è la sistemazione. Ma voglio trovare qualche altra cassetta!

    Buon pollice verde!
    Silvia