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domenica 12 maggio 2013

Cosa deve contenere un buon detersivo lavatrice autoprodotto e consigli per un buon lavaggio ecologico

Da gennaio ad ora ho fatto tantissime ricerche per capire come si può ottenere un detersivo lavatrice non improvvisato, ma equivalente ad uno acquistato.
Finalmente sono arrivata a dei risultati soddisfacenti!
Per tutti gli approfondimenti consiglio questi siti: http://forum.promiseland.it/  (nella sezione cosmetici e prodotti biodegradabili il moderatore è Fabrizio Zago , chimico industriale, consulente Ecolabel), http://forum.saicosatispalmi.org , http://lola.mondoweb.net/

Innanzitutto si può scegliere la formulazione in polvere e quella liquida, io consiglio la seconda soprattutto se fate lavaggi con acqua fredda o brevi.
In ogni caso il detersivo deve contenere:

  • Tensioattivi (servono a intrappolare lo sporco e a "trascinarlo" fuori dal tessuto). Questi si possono introdurre tramite il comune detersivo per i piatti (ovviamente a basso impatto ambientale o il nostro detersivo non sarà ecologico)
  • Sequestranti/addolcitori . Tolgono la durezza dell'acqua togliendo i sali di calcio e magnesio ed evitano la precipitazione dei cristalli sui tessuti. Possiamo fare in casa facilmente un sequestrante, che prende il nome di citrato di sodio
  • Un alcalinizzante che aiuti il lavoro del del tensioattivo e la conservazione del detersivo (un territorio basico ostacola la crescita batterica). La soda solvay (carbonato di sodio) serve proprio a questo e funziona da sgrassatore
  • Un sapone (in questo caso di marsiglia). Il sapone industriale si scioglie con un rapporto troppo elevato (1:20) per cui da solo non può lavare bene. Per questo motivo mettere il solo sapone in lavatrice non basta. Oltretutto il sapone si lega al calcio e al magnesio, sali insolubili che si formano in quantità sempre più alte a seconda della durezza dell'acqua. Questi sali possono a lungo andare ingrigire i tessuti su cui si depositano   Metto anche il link per conoscere la durezza dell'acqua nella propria zona. Proprio per sciogliere questi sali dobbiamo fare il sequestrante!Inoltre in lavatrice il sapone  servirà a formare meno schiuma, che potrebbe invece rompere la lavatrice e lavare meno i panni (perché attutisce l'azione meccanica della lavatrice)
Per igienizzare e rendere i capi più bianchi in modo ecologico si può utilizzare la candeggina gentile, come additivo in ogni lavaggio. Si aggiunge direttamente nel cestello, in un misurino (il detersivo in un altro), oppure si può versare nella vaschetta per il candeggio. Non scolorisce i tessuti, ma per capi delicati consiglio la prova in un angolo nascosto. 

L'ammorbidente si può sostituire con una soluzione di acido citrico. Questa soluzione ha il vantaggio di essere economica, anticalcare, ecologica. Se comprate l'ammorbidente ecologico assicuratevi che abbia Esterquat una molecola ammorbidente di origine vegetale o animale, che è a basso impatto. (cercatela anche nel balsamo per capelli!)

Un appunto riguarda l'uso di bicarbonato come anticalcare. E' scritto sulla confezione. E' scritto sul sito. E' sostenuto da molti. In realtà il bicarbonato può facilitare la rimozione di calcare legandosi al calcio e al magnesio, ma non lo può eliminare perché basico come il calcare.Per eliminare il calcare ci vuole un acido. L'acido in questione può essere l'aceto o l'acido citrico. 
E' stato realizzato  un test di impatto ambientale riguardo l'acido acetico (contenuto appunto nell'aceto) e l'acido citrico. Si è visto che per neutralizzare l'1% di acido acetico servono 1667 litri d'acqua, con la stessa quantità di acido citrico ne servono solo 31,3. Quindi l'acido citrico è 53 volte meno impattante dell'acido acetico.Si è visto anche che l'acido acetico è più corrosivo sulle superfici metalliche, può quindi rilasciare molecole di metalli . Meglio quindi usare l'acido citrico nei nostri detergenti per la casa!

Come rendere più efficace il lavaggio
  • Anche i detersivi commerciali spesso non tolgono completamente le macchie. L'unica cosa che potete fare è pretrattare. Basta usare una saponetta di marsiglia e strofinare un po' prima del lavaggio in lavatrice.Nel caso di macchie ossidabili, potete anche procedere con un'ammollo in acqua e candeggina gentile. In questo caso, più è lungo il tempo di ammollo, maggiori risultati si possono ottenere (l'acqua calda facilita l'operazione)
  • Non riempite troppo la lavatrice. I capi hanno bisogno di sbattere contro le pareti. Tenete conto della capacità della vostra lavatrice (se dice 5kg, 5 kg devono essere)
  • Potete usare al posto del tappo col detersivo due palline da tennis, aperte con un coltello. Queste, inserite nel cestello,  potranno contenere il detersivo, aumenteranno la forza meccanica della lavatrice e funzioneranno da ammorbidente perché ridurranno la carica elettrostatica
  • Stendete i capi al sole. Rende il bianco più bianco e aiuta a togliere molte macchie (spesso fotolabili)
Consigli "ecologici"
Evitate di lavare i capi troppo spesso, oltre ad essere un consumo di risorse rovina i tessuti.
Evitate di fare lavaggi con acqua troppo calda. Serve davvero? Lavare oltre i 60° ha davvero poco senso. Spesso basta l'acqua fredda.
Non usate troppo detersivo, non pulisce di più! Se non lavate i capelli per un anno non è che  poi fate 10 passate di shampoo per recuperare! 
Non mettete troppo ammorbidente. Siamo drogati dai profumi industriali. Ormai per noi un buon ammorbidente deve lasciare la scia per tutta la casa. In realtà non dovrebbe essere così. I capi dovrebbero semplicemente fare odore di pulito, non soffocare la gente! Seguite le indicazioni sul flacone se comprate l'ammorbidente e non esagerate, anche il più ecologico ha un certo impatto ambientale.

Su internet ho trovato una ricetta che contiene tutti i requisiti per un buon detersivo lavatrice, ma contiene troppo detersivo per i piatti. Faccio un pò di esperimenti e vi farò sapere :)

Silvia


sabato 11 maggio 2013

Latte d'avena autoprodotto

Non riesco proprio ad eliminare i latticini dalla mia dieta, ma sono riuscita a ridurli notevolmente. La mattina bevo solo latte vegetale, i dolci li faccio solo nella versione vegana e quando posso evito di aggiungere i derivati del latte nelle preparazioni. Il latte vegetale però spesso ha un prezzo spropositato (anche oltre i 2 € al litro!) così sto facendo vari esperimenti, per cercare di ottenere un latte buono come quello acquistato.
Il latte di soia autoprodotto non mi fa impazzire, molto più buono è sicuramente quello d'avena!
Il procedimento è semplicissimo e veloce e la resa è piuttosto buona. Diciamo che se quello acquistato merita un 10, con questa versione arrivo a 8. Continuerò a fare esperimenti fino a quando questo latte non sarà perfetto!
Esistono due  versioni, una con i fiocchi d'avena, l'altra coi chicchi. Purtroppo non sono riuscita a comprare ancora i chicchi quindi ho provato solo la versione coi fiocchi.
I fiocchi d'avena si trovano nei supermercati, negli hard discount, nei negozi di prodotti naturali e biologici. Al massimo ho comprato 500g a  2€ , ma con questa quantità fate quasi 10 litri di latte, quindi in ogni caso il risparmio è decisamente notevole!
Vi consiglio assolutamente di comprare una stecca di vaniglia (supermercati nel reparto spezie o prodotti per la preparazione di torte, negozi biologici, erboristerie) anche se il costo può essere un po' elevato, (anche più di 2€ a bastoncino)infatti ne basta un pezzettino piccolo per ogni litro di latte.
Ho provato varie versioni trovate su internet, ma nessuna mi soddisfaceva!
Una diceva di bollire i fiocchi: non fatelo, diventa una pappetta di amido e sembra di bere brodo di riso!
Un'altra diceva di lasciare i fiocchi nell'acqua calda...  e di nuovo brodo di riso (ma più annacquato).
Sicuramente la versione migliore è a freddo!
Io e la mia amica Meg, abbiamo fatto tantissimi tentativi per arrivare a questa ricetta:
  • 50g di fiocchi d'avena
  • acqua
  • un cucchiaio di zucchero o di dolcificante naturale (il miele può lasciare un retrogusto acidulo)
  • un pizzico di sale marino (meglio integrale)
  • un pezzetto di stecca di vaniglia (4-5 mm)
Preparate un decotto di vaniglia con lo zucchero o il dolcificante, facendo bollire circa mezzo litro d'acqua per 5-6 minuti e lasciando in infusione la vaniglia per una decina di minuti.
Versate l'acqua in una caraffa graduata e allungatela fino ad arrivare ad 1 litro totale. Mettete il litro d'acqua in una ciotola coi bordi alti. Versate nella ciotola con l'acqua (e il pezzetto di vaniglia) 50 g di fiocchi d'avena e un pizzico di sale.
Lasciate ammorbidire i fiocchi (un'oretta circa). Frullate tutto con il frullatore ad immersione e lasciate ancora  tutto a riposare .





Usando un canovaccio con la trama non molto fitta, filtrate il latte e strizzate benissimo il canovaccio.




Date un'altra frullata e il latte è pronto!




Vi consiglio prima di lanciarvi in questa operazione di bere magari una volta il latte del supermercato, in modo da orientarvi sul gusto e la consistenza che dovreste ottenere. Nelle confezioni acquistate, spesso tra gli ingredienti c'è l'olio di semi, forse potrebbe rendere il latte più corposo ma non ho ancora provato! Questo latte si mantiene 3-4 giorni in frigorifero. Ci vogliono circa 2 ore e mezza per prepararlo, ma il tempo effettivamente impiegato sarà di 15 minuti al massimo. Io solitamente lo preparo durante la cena.


Silvia

Candeggina gentile ECOLOGICA!

Non stiamo assolutamente parlando della porcheria tossica, inquinante e puzzolente che vendono al supermercato! Quella che usiamo comunemente come candeggina è una soluzione con ipoclorito di sodio. Il cloro che contiene,  rovina la lavatrice (ossida l'acciaio inox!), rovina i colori, i tessuti  ed è altamente pericolosa per l'ambiente e altamente tossica per gli organismi acquatici! Ovviamente per organismi acquatici non pensate solo ai pesci, ma dovete considerare tutto l'ecosistema!
Esiste invece una candeggina gentile che disperdendosi nell'ambiente libera solo acqua e ossigeno: l'acqua ossigenata.
Questa candeggina (inodore) si può aggiungere al normale lavaggio come disinfettante e sbiancante, ma anche come antimuffa e per disinfettare il bagno. Bisogna comprare l'acqua ossigenata a 130 volumi (la trovate nei fai da te, ferramenta ben forniti e in tutti i posti dove vendono materiale per lavorare il legno). A 130 volumi è irritante, quindi bisogna maneggiarla coi guanti (quelli per lavare i piatti vanno benissimo) con attenzione e lontano da superfici delicate. Non preoccupatevi anche se vi schizza pura sul braccio o finisce su un tessuto mica lo brucia! Il prezzo va dai 2.5€ ai 4 circa (se la usate solo in lavatrice, con un flacone fate 5litri di candeggina!). Fondamentalmente vi basta miscelare l'acqua ossigenata con quella distillata e la candeggina è pronta. Se la conservate, vi serve però uno stabilizzante che eviti che "vada a male" disperdendo tutto l'ossigeno, inattivandosi. Il conservante che dovete comprare è l'acido citrico (lo trovate nelle agrarie, nei negozi di prodotti per enologia, drogherie, negozi di prodotti ecologici, negozi di detersivi sfusi). (il costo va dai 3€ ai 7-8 € per kg)L'acido citrico si può usare anche per produrre un potente anticalcare e  l'ammorbidente. Sicuramente è uno degli ingredienti che deve avere qualsiasi casa ecologica! L'impatto ambientale è addirittura più basso di quello dell'aceto! Una volta si otteneva solo a partire dagli agrumi, oggi soprattutto per via sintetica a partire dalla fermentazione di lieviti. Su internet troverete tra gli ingredienti della candeggina gentile  anche il detersivo per i piatti (ecologico) che contenendo i tensioattivi fa in modo che il prodotto penetri meglio tra i tessuti.
Per fare la candeggina gentile servono 1 parte di acqua ossigenata e 4 di acqua distillata

Quindi gli ingredienti per un litro sono:

  • 200ml di acqua ossigenata a 130 volumi
  • 800 ml di acqua distillata
  •  mezzo cucchiaino di acido citrico
  • 1 cucchiaio scarso di detersivo per i piatti ecologico
Io ho mescolato l'acido citrico nell'acqua distillata e ho versato tutti gli ingredienti in un flacone. Il flacone per la corretta conservazione non deve lasciar passare la luce e bisogna metterlo lontano da fonti di calore.
In lavatrice potete usarla  anche con la lana e i capi scuri. Se qualche tessuto non vi sembra idoneo potete fare una prova in un angolo nascosto. Potete mettere 50 ml di prodotto nella vaschetta per il candeggio o direttamente in lavatrice con la pallina dosatrice (non insieme al detersivo, ma in una pallina a parte). 
Non "scolorendo" il tessuto e non usando sbiancanti ottici, non aspettatevi il finto bianco abbagliante! Più l'acqua è calda e maggiore è l'ammollo, maggiore è la resa. Se fate un ammollo, potete lasciare il tessuto a bagno anche tutta la notte, ma state attenti agli oggetti metallici che si possono ossidare. 
Quando usate l'acqua ossigenata e l'acido citrico evitate di usare oggetti, contenitori o posate metalliche perché potrebbero ossidare e rilasciare dei metalli.
L'ossigeno che si sprigiona igienizza (basta napisan e amuchina) togliendo anche i cattivi odori causati da proliferazione batterica, sbianca (basta candeggina classica), e toglie alcune macchie (basta con gli smacchiatori tipo vanish o oxy che sfruttano proprio l'ossigeno attivo!) soprattutto quelle organiche tipo sangue (testato) ma dicono anche erba, vino ecc... 
Si può anche fare proprio uno smacchiatore da passare sulle macchie subito prima di infilare i capi in lavatrice. 
La ricetta la copio dal sito di promiseland
174g acqua ossigenata 
691g acqua distillata 
50 g di acido citrico 
80g detersivo piatti 
5 g xantana (questa serve per addensare il prodotto e renderlo simile ad un gel ma potete anche farne a meno)

Io personalmente lascio cadere solo una goccina della candeggina gentile senza usare la seconda ricetta.
Vi accorgerete subito se la macchia ha buone possibilità di sparire perchè a contatto con la candeggina comincerà subito a "frizzare" formando la caratteristica schiumetta.
Presto farò la versione per la muffa e vi aggiornerò. Ecco il link qui
Buona conversione alla candeggina eco! 

Silvia

domenica 5 maggio 2013

Biscotti vegani buonissimi (privi di colesterolo e lattosio)

Mi piace molto cucinare e me la cavo anche bene ma coi biscotti ho sempre fatto un disastro! Mi risultano sempre mollici o duri. Finalmente stasera sono riuscita a fare dei biscotti buonissimi e per di più vegani!
La ricetta l'ho trovata su internet e ho apportato solo una piccola modifica (non volevo assolutamente rinunciare a quei 20g di cioccolato e di zucchero in più!)
Metto il link qui  per correttezza e vi riporto gli ingredienti con la mia modifica.

  • 200g di farina 00
  • 50g cacao amaro 
  • 100g di zucchero 
  • un pizzico di sale
  • un pizzico di bicarbonato
  • circa 1/3 di bustina di lievito per dolci (se non avete il bicarbonato meglio mezza)
  • 80g di acqua
  • 50 g di olio di semi
Procedimento:
mettete insieme tutti gli ingredienti solidi e mescolateli, aggiungete poi l'olio e l'acqua un po' per volta (potrebbe in base al tipo di farina servirne un po' di più o un po' di meno).
Impastate con le mani. Dovete ottenere un impasto morbido, elastico, umido ma che non rimane appiccicato sulle mani. Assaggiate! E' stata in questa fase che ho giunto quel po' di cacao e di zucchero in più.
Stendete col mattarello su un piano infarinato, ottenendo uno spessore di circa 3mm. Tagliate i biscotti e infornate a 180° a metà forno,  per circa 20 minuti.

Consigli: 
Dopo 10 minuti di cottura girate i biscotti e ruotate la teglia (grazie Meg per questo trucchetto!) in modo che la cottura sia uniforme. Per capire se i biscotti sono cotti io ho dato un colpetto col manico di una forchetta (dovreste sentire un rumore sordo e il manico non lascia segni sulla superficie)

Variazioni:
Potete usare una versione ancora più light (meno zucchero e solo 37-40 g di olio)
Si può miscelare la farina 00 con quella integrale o con farine di altri cereali per renderli ancora più salutari 
Potete aggiungere semini ricchi di sostanze nutritive (tipo lino, sesamo..) o frutta secca
E' preferibile sostituire lo zucchero bianco con quello integrale o con dolcificanti naturali (miele, stevia, sciroppi...)
Se volete renderli un po' più simili ai frollini basta aggiungere un po' di olio in più.
Potete invece del cacao e dell'acqua  usare succhi di frutta, o grattugiare le scorze degli agrumi bio.
Insomma potete sbizzarrirvi e sperimentare tutti i tipi di biscotti che preferite usando questa ricetta come base
Visto che questi vengono davvero bene, consiglio di seguire questa ricetta la prima volta e di modificarli le volte successive in modo tale che sappiate regolarvi riguardo la consistenza




 Buona colazione!
Aggiornamento del 9 maggio: ho fatto la stessa ricetta ma ho steso di più  la sfoglia e li ho fatti più piccolini, sono venuti meno fragranti. Quindi non fateli troppo piccoli o sottili! 
Silvia
Non pubblicherò tutte le varianti dei biscotti, dato che la ricetta è sempre la stessa, ma questa mi è piaciuta troppo e la devo pubblicare per forza qui

venerdì 3 maggio 2013

L'orto in balcone

Ormai è da qualche giorno che mi dedico al mio orticello e sono spuntati i primi germogli! Sono strafelice! Per chi non lo sapesse abito al quinto piano di un palazzo, quindi non ho giardino, ma avevo troppa voglia di provare a produrre qualcosa non a Km 0, ma proprio a metro 0! Non ci vuole un gran balcone per coltivare qualche insalatina o ravanello fresco, basta solo organizzare gli spazi! Io sto facendo tutto riciclando il più possibile, senza comprare vasi! I vasi infatti possono essere sostituiti da cassette di frutta e verdura (sia di plastica che di legno) favolose perchè impilabili (quindi adatte ai balconi più piccoli), bottiglie, flaconi, barattoli, contenitori, persino sacchetti!
Perché coltivare un orto in balcone? Innanzitutto perché è una cosa che non ho mai fatto e l'idea di piantare delle piantine, vederle crescere e portarle in tavola mi elettrizza. Ma non solo. E' un risparmio economico. Permette di mangiare verdura appena raccolta, coltivata senza pesticidi o sostanze chimiche. E' un'attività rilassante e piacevole che non richiede molto tempo. Posso coltivare verdura che non ha praticamente impatto ambientale perché non richiede trasporti dal terreno, all'azienda che prepara gli imballaggi, al supermercato, verdura che a non è imballata (quindi niente scatolette varie, pellicole, sacchetti ecc).
Non è certo una mia invenzione, sempre più persone coltivano i loro ortaggi in appartamento! Esistono molti libri appositi, che spiegano quali specie conviene coltivare in balcone e come coltivarle (io ho letto il libro di Grazia Cacciola, "l'orto sul balcone", che per una neofita è l'ideale). Sapevate che persino le zucche e i meloni crescono bene in balcone? :)
Io ho seminato da pochissimo: lattuga da taglio, ravanelli, rucola, valeriana e un bel prato per le mie caviette :) Ho anche una pianta di basilico, una di menta, una di lavanda e una di stevia. La stevia, per chi non la conoscesse, è una pianta le cui foglie essiccate possono sostituire lo zucchero! Si coltiva, si tagliano i rametti o le foglie, si essiccano e una volta frullate  sostituiscono lo zucchero. Secondo alcuni studi questa pianta potrebbe anche curare il diabete e quantomeno è adatta ai diabetici più dello zucchero. Su internet troverete montagne di informazioni al riguardo!
Ma torniamo al mio orto!
Non vi spiego come si coltivano le varie piante visto che il mio pollice non è affatto verde in questo momento, ma vi faccio vedere come si può allestire a costo 0!
Io adoro le cassette in plastica dei fruttivendoli. Queste le ho trovate tutte abbandonate per strada, ma potete andare nei mercati o supermercati dato che ne vengono buttate tantissime!(questa è un pò troppo bassa, meglio  quelle coi bordi più alti)
 Nel caso della cassetta, visto che è troppo forata dovete procurarvi dei teli per foderarla. In questo caso ho usato il sacco che conteneva il terriccio, ma di solito faccio un collage coi sacchetti. Fermate tutto con lo scotch.
 Forate bene la base, per drenare il terreno (io uso una penna, così da fare fori grossi quanto la penna stessa). La base dovete forare per evitare i ristagni d'acqua!
 Versate la terra. Potete mettere sul fondo sassolini, gaietta (secondo me anche tappi in plastica) per rendere la terra meno compatta. (io non ho aggiunto nulla perchè in questo terriccio c'erano già sassolini e legnetti)
 Non avevo un vaso abbastanza profondo per piantare i ravanelli (ci vogliono almeno 20 cm di terra), così ho usato questo grosso sacco, sempre forato sul fondo.
 Qui potete vedere il basilico nel sacchettino !
 Al momento questa è la sistemazione. Ma voglio trovare qualche altra cassetta!

Buon pollice verde!
Silvia

giovedì 2 maggio 2013

Considerazioni e aggiornamenti riguardo il detersivo lavatrice

Ieri lavaggio di tappeti (particolarmente sporchi) un pò deludente ( e anche vero che usiamo solo acqua fredda, che di certo non aiuta). Così ho colto la palla al balzo per continuare le ricerche sui detersivi. 2 cose non mi convincevano dell'attuale ovvero la presenza della soda da bucato (sarà ecologica, sarà naturale, ma la scritta non usare su capi delicati non mi convince) e la presenza di così poco sapone. Ho  fatto due importanti scoperte. Innanzitutto che se frullo il composto riesco a sciogliere il doppio del sapone. Quindi 50g di sapone per litro d'acqua tranquillamente. Si grattugia il sapone, si scioglie in acqua bollente, continuando a mescolare di tanto in tanto finchè non si raffredda, a quel punto avrà la consistenza di un gel compatto, ma con il frullatore ad immersione il problema è risolto! Bellissimo!
Per quanto riguarda soda e bicarbonato, questi si sciolgono formando sali, quindi comunque depositi. La soda è uno sgrassatore ma davvero dobbiamo sgrassare il nostro bucato? Il bicarbonato è un  igienizzante ma non di certo potentissimo e comunque non toglie le macchie. Ho scoperto dopo un po' di ricerche che si può utilizzare un potentissimo disinfettante che non rovina i tessuti di nessun tipo né i colori e che toglie anche le macchie organiche ( sudore, sangue, aloni, vino, caffè ecc). Ovviamente questo prodotto è superecologico: l'acqua ossigenata!
Non si usa l'acqua ossigenata che si utilizza sulla pelle, ma l'acqua ossigenata ad alti volumi, correttamente diluita. Bisogna comprare quella a 130 vol (dal ferramenta, fai da te, negozi per il trattamento del legno ecc), che è un pericoloso acido, bisogna quindi usare i guanti per lavare i piatti quando la si maneggia e diluirla con acqua distillata secondo delle proporzioni precise. A questa soluzione si aggiunge un po' di acido citrico per stabilizzarla e quindi conservarla per un lungo periodo. In questo modo si ottiene una candeggina gentile che però non ha niente a che fare con la candeggina che vendono nei negozi!  La candeggina che vendono normalmente contiene cloro, è inquinante, tossica e pericolosa! Questa invece contiene solo acqua e ossigeno, quindi totalmente biodegradabile! Con una concentrazione maggiore si può anche ottenere un disinfettante per il bagno o togliere le macchie di muffa dal muro o le piastrelle!
Oltretutto stavo pensando che i nuovi detersivi, pubblicizzano la presenza di ossigeno attivo!
La mia idea quindi sarebbe quella di preparare questa candeggina da aggiungere ad ogni lavaggio e fare un detersivo per il bucato con il doppio di sapone e solo un pò di soda (eventualmente da aggiungere nel lavaggio di tappeti o bucato davvero sporco).
Vorrei precisare che non sono contraria all'uso della soda (ottima per pulire i fornelli e la cucina o sgrassare a fondo) né del bicarbonato (ottimo per l'igiene personale e intima, per togliere gli odori dal frigo o dai tessuti non lavabili, per rimuovere i pesticidi dalle verdure), ma che vorrei solo sostituirli in lavatrice!
Farò un po' di esperimenti e poi pubblicherò le novità sul forum...Stay tuned!
Silvia 

mercoledì 1 maggio 2013

Riciclare il pallet/bancali

Qualche giorno fa io e il mio ragazzo siamo andati a trovare suo fratello. Sorpresa delle sorprese mi ha fatto vedere questo bellissimo angolo del garage che ha attrezzato riciclando il pallet! Su internet e fb, troverete migliaia di foto simili ma non posso non  mettere una foto anche qua!