Gli animali utilizzati per produrre la carne vengono allevati in condizioni di vita terribili. Non vanno in giro per i prati ma sono rinchiusi in fattorie simili ai bunker. Gli allevamenti intensivi non tengono conto dei bisogni fisiologici degli animali, ma l'unico obiettivo e produrre più carne possibile. Gli animali allora vengono tenuti in gabbie minuscole, spesso incatenati e nel loro stesso letame.Mangiano mangimi artificiali, spesso OGM, sottoposti a trattamenti ormonali per velocizzarne la crescita. Per le cattive condizioni di vita le epidemie sarebbero molto frequenti e per questo vengono trattati continuamente con medicinali e antibiotici. Vengono poi uccisi giovanissimi e se il macello è lontano, trasportati in condizioni terribili senza acqua né cibo. Spesso per velocizzare le operazioni di macellazione non vengono neanche storditi,o almeno non ci si assicura che lo siano prima di essere sgozzati o buttati nelle vasche di scottatura.
Per produrre un kg di carne di manzo in queste condizioni ci vogliono 7-15kg di cereali ,10.000 litri di acqua e l'equivalente di 7l di benzina per produrre l'energia necessaria. L'agricoltura industriale è causa della produzione di gas serra, più di tutti i mezzi di trasporto messi insieme.
Gli allevamenti animali, sottraggono più di un terzo dei cereali prodotti nel mondo, invece di destinarli al consumo umano.
Servono 790kg di cerali per produrre solo 50 kg di carne!
La stessa quantità di cereali coltivata per produrre un solo kg di carne potrebbe sfamare 20-40 persone del terzo mondo ogni giorno. Rajendra Pachauri, premio nobel per la pace 2007, a capo del Gabinetto Intergovernativo sul Cambiamento Climatico sostiene che la produzione di carne determini da sola, il 18% delle emissioni di gas serra mondiali.
Gli animali non vengono nutriti con erba al pascolo, ma soprattutto con soia OGM, perchè favorisce la crescita animale.Ogni anno vengono disboscati 26.000 kmq di foresta amazzonica, per ampliare i terreni per la produzione della soia. Le popolazioni locali vengono sfrattate, lasciate senza lavoro. I loro fiumi inquinati dai nostri pesticidi chimici. I loro terreni destinati alla produzione della soia per i nostri animali. Stiamo distruggendo le popolazioni locali. La foresta amazzonica è fondamentale per la regolazione climatica del mondo intero.
Una volta che l'animale è stato ucciso e macellato, la sua carne può poi essere trattata chimicamente per mantenere un colore più vivo e migliorarne la conservazione. Dal macello, alle nostre case, viene poi prodotto altro inquinamento per gli imballaggi e il trasporto.
Una volta arrivata nei nostri piatti, non troviamo certo un prodotto sano e nutritivo, viste le enormi quantità di ormoni e medicinali assunti dall'animale durante la sua vita. Si calcola che solo nell'Unione Europea ogni anno vengano utilizzate 5.000 tonnellate di antibiotici negli allevamenti zootecnici. Oltretutto quest'uso intensivo di antibiotici causa anche l'antibiotico resistenza, rendendo i batteri patogeni più resistenti.
Ovviamente tutte queste sostanze chimiche introdotte nel nostro organismo, possono anche essere causa di ulteriori malattie. Anche se questa carne non contenesse tutte queste sostanze, è comunque riconosciuto il danno del colesterolo sulle arterie, con tutte le malattie conseguenti come ipertensione, ictus, infarti, obesità, diabete ecc ecc. Alcuni studi pubblicati, correlano anche l'alzheimer al consumo di carne (Giem e P et al The incidence of dementia and intake of animal products: preliminary finding from the Advenist Healt Study, 1993).
Anche dal punto di vista economico non mangiare carne è indubbiamente vantaggioso.
Mangiare carne incide quindi sull'ambiente, sull'economia, sulla nostra salute, aumenta lo sfruttamento delle popolazioni del terzo mondo.
Ecco le vostre possibili domande: da dove si prende allora a vitamina b12? il ferro? le proteine?
La vitamina b12 è prodotta da microorganismi e lieviti, si trova quindi in grandi quantità nel terreno. L'uso di pesticidi e sostanze tossiche, fa si che bisogna lavare accuratamente la verdura e quindi non possiamo assumerla dal terreno, come facevano invece i nostri antenati.Ma anche gli animali allevati in modo industriale si trovano in carenza di questa vitamina, che viene direttamente somministrata loro in modo sintetico. Tanto vale allora, per chi non ha accesso alla vitamina b12 sintetica fornita agli animali, assumerla eventualmente tramite un integratore. La b12 in ogni caso si accumula nel nostro organismo e spesso i sintomi da carenza si manifestano dopo 1 o più anni senza alcuna assunzione. In ogni caso per chi fosse vegano si possono effettuare analisi del sangue o assumere alimenti con integrata questa vitamina.
Il ferro è contenuto in grandi quantità anche in alghe, legumi e verdure. Anzi spesso sono a maggior rischio di anemia da ferro gli onnivori. Basta infatti associare il ferro ai latticini (magari con un involtino al formaggio) per ridurre drasticamente la quantità di ferro assimilabile. Al contrario associare il ferro alla vitamina c, ne migliora l'assorbimento.
Le proteine sono contenute invece nei cereali integrali, nei legumi (associarli insieme, fa si che in un piatto ci siano tutti gli amminoacidi essenziali), in piccola parte anche nelle verdure, nella frutta secca ( i pinoli ad esempio in 100g contengono 29,6g di proteine contro i 20,7 g contenuti in 100g di manzo, o i 17g contenuti in 100g di pollo), nei germogli, nei semi.
Non bisogna per forza diventare tutti i vegani, anche se questo migliorerebbe il mondo, ma almeno imparare a rinunciare alla carne il più possibile.
La gente mangia carne e pensa:"Diventerò forte come un bue".Dimenticando che il bue mangia erba.
Pino Caruso, Ho dei pensieri che non condivido 2009
"Sento che il nostro progresso spirituale ci porterà a smettere, prima o poi, di uccidere altre creature per i nostri bisogni materiali"
Mahatma Gandhi
Disse il Signore:"Mi avete sacrificato un gran numero di ovini e bovini, ma a me non da piacere il sangue dei manzi, degli agnelli o dei capretti;quando voi alzate le mani, Io distolgo gli occhi da voi e quando pregate non vi ascolto, perchè le vostre mani sono sporche di sangue"
Isaia (1.5)
Silvia
Aggiungo un aggiornamento: dal 1° giugno saranno riammesse in UE le farine animali, per nutrire gli animali (erbivori) degli allevamenti. In particolare maiali, polli, conigli, pesci. E' stato deciso l'inserimento delle farine animali, per fronteggiare la grande richiesta di carne (ma anche degli altri prodotti di origine animale) , il caro dei cerali e la diminuzione dei raccolti del 2012. Ricordo che "la mucca pazza", fu causata proprio dal tipo di alimentazione delle mucche (tramite le farine animali), anche se alcuni sostengono che siano state alcune carcasse infette, a causare l'epidemia. Che non sia davvero il caso, di ridurre il consumo di carne? Direi che è meglio una fettina "naturale" ogni tanto, a chili e chili di carne di animali non nutriti secondo natura e pieni di farmaci e ormoni.
Hippie sui tacchi nasce dal bisogno di esprimere la mia doppia natura: un'anima hippie, ma pur sempre legata a quei piaceri effimeri del nostro tempo come un bel paio di scarpe col tacco, la moda o il makeup!
venerdì 15 marzo 2013
Perché bisognerebbe ridurre i prodotti di origine animale
Era da molto tempo che volevo aprire questo post, per spiegarvi meglio le mie scelte alimentari.
Sono onnivora, golosissima e amo cucinare, ma ho cambiato molto la mia alimentazione per ragioni ecologiche, morali, sociali, salutistiche, economiche. Direi che i motivi sono parecchi!
Ho ridotto tantissimo i prodotti di origine animale, vivo cercando di essere il più possibile vegana.
Per chi non lo sapesse i vegani a tavola rinunciano a tutti i prodotti di origine animale, latticini e uova inclusi.
Ed ecco sicuramente qualcuno storcere il naso e dire: e che cavolo mangiano?
La loro dieta è più varia degli onnivori ve lo assicuro! Prima mangiavo carne a cena almeno 4 volte a settimana. Un giorno era maiale arrosto, un giorno pollo al curry, un giorno salsiccia.. ok alla fine mangiavo 4 volte a settimana carne, cioè sempre la stessa cosa. Adesso mangio legumi 4 volte a settimana ma hanno sapori molto differenti gli uni dagli altri (sapete distinguere ad occhi chiusi il tritato di manzo da quello di vitello? e i ceci dalle lenticchie?). Sicuramente è molto più facile distinguere il sapore dei legumi tra loro o quello delle verdure (chi si è mai confuso tra un peperone e una patata?) e quindi già questo rende il menù molto più vario. Le preparazioni dei legumi possono essere molto differenti: un giorno una zuppa, un giorno aggiunti in un insalata o in un piatto di riso o cous cous, un giorno trasformati in polpette, uno in gnocchi e uno in sformato.
Su internet o nelle librerie trovate montagne di libri vegani o vegetariani da cui trarre ispirazione.
Vi metto ad esempio il link di questo libro che si trova online ed è utilissimo http://www.veganhome.it/ricette-vegan-home.pdf .
Inoltre i vegetariani o i vegani sono molto più attenti all'alimentazione di quanto non lo siano gli onnivori e allora via a frutta secca,alghe, semi, cereali integrali,germogli, preparazioni alternative quali seitan (non è altro che un polpettone di glutine), tofu ecc
Ma perché essere vegani?
Sapevate che le le più frequenti cause di morte o malattie del mondo occidentale quali infarti, ictus, ipertensione, diabete, osteoporosi, alcune forme di cancro sono strettamente correlate al consumo di grassi e proteine animali? Molti studi correlano queste malattie proprio ai grassi e alle proteine animali (come ad esempio il Progetto Cina).
Alcuni sostengono anche che un'alimentazione ricca di prodotti di origine animale (ma anche di fritture, alcool, zuccheri ) possa predisporre ad una leggera acidosi metabolica, che può favorire l'insorgere di molte malattie (autoimmunitarie, allergie, degenerative ecc). Basta però cercare su internet e si vedrà l'enorme confusione a riguardo: da una parte chi giura che si possa addirittura guarire dal cancro o da molte malattie terminali (a tal proposito per chi fosse almeno incuriosito lascio il link di un video molto interessante) altri che parlano di una bufala. La realtà è che le case farmaceutiche, i grandi allevamenti animali, le multinazionali se queste informazioni fossero vere, fallirebbero e dovrebbero trovare nuovi modi per arricchirsi e quindi l'interesse di divulgare certe informazioni sicuramente non c'è.
Altri ancora sostengono che le caratteristiche anatomiche del nostro corpo ci avvicinano più agli animali vegetariani, che a quelli carnivori. In particolare analizzando la nostra dentatura e la lunghezza dell'intestino,la struttura e l'acidità del nostro stomaco sembra che che siamo più predisposti all'assunzione di vegetali.
Persino l'O.M.S (organizzazione Mondiale della Sanità) e il National Research Council nelle campagne di prevenzione al cancro hanno invitato a ridurre drasticamente l'uso della carne, soprattutto nei paesi industrializzati dove il consumo è maggiore.
Spesso ci fanno creder che senza carne saremmo tutti indeboliti: ma avete mai osservato gorilla, tori o elefanti?
Qualunque sia la vostra posizione o la vostra convinzione il problema reale è un altro: le condizioni con cui ci vengono forniti questi prodotti.
Ed è proprio questo il motivo per cui ho deciso di ridurne la quantità.
Ormai faccio torte vegane buonissime senza latte vaccino, nè uova (le torte sono più soffici e si conservano anche una settimana senza seccare!) , la mattina bevo latte vegetale, la carne la mangio ogni 10-15 giorni e il pesce una volta a settimana o meno. Le uova, solo biologiche, le consumo una volta a settimana e non le uso come ingrediente di altre preparazioni. Il formaggio lo mangio, ma non tutti i giorni.
Ma analizziamo tutti i vari prodotti per farne un consumo consapevole.
Aprirò un post per ogni prodotto di origine animale analizzando tutte le ripercussioni che può avere su noi, le nostre tasche, l'ambiente, le popolazioni più povere e metterò i link anche qua sotto.
La carne
Silvia
Sono onnivora, golosissima e amo cucinare, ma ho cambiato molto la mia alimentazione per ragioni ecologiche, morali, sociali, salutistiche, economiche. Direi che i motivi sono parecchi!
Ho ridotto tantissimo i prodotti di origine animale, vivo cercando di essere il più possibile vegana.
Per chi non lo sapesse i vegani a tavola rinunciano a tutti i prodotti di origine animale, latticini e uova inclusi.
Ed ecco sicuramente qualcuno storcere il naso e dire: e che cavolo mangiano?
La loro dieta è più varia degli onnivori ve lo assicuro! Prima mangiavo carne a cena almeno 4 volte a settimana. Un giorno era maiale arrosto, un giorno pollo al curry, un giorno salsiccia.. ok alla fine mangiavo 4 volte a settimana carne, cioè sempre la stessa cosa. Adesso mangio legumi 4 volte a settimana ma hanno sapori molto differenti gli uni dagli altri (sapete distinguere ad occhi chiusi il tritato di manzo da quello di vitello? e i ceci dalle lenticchie?). Sicuramente è molto più facile distinguere il sapore dei legumi tra loro o quello delle verdure (chi si è mai confuso tra un peperone e una patata?) e quindi già questo rende il menù molto più vario. Le preparazioni dei legumi possono essere molto differenti: un giorno una zuppa, un giorno aggiunti in un insalata o in un piatto di riso o cous cous, un giorno trasformati in polpette, uno in gnocchi e uno in sformato.
Su internet o nelle librerie trovate montagne di libri vegani o vegetariani da cui trarre ispirazione.
Vi metto ad esempio il link di questo libro che si trova online ed è utilissimo http://www.veganhome.it/ricette-vegan-home.pdf .
Inoltre i vegetariani o i vegani sono molto più attenti all'alimentazione di quanto non lo siano gli onnivori e allora via a frutta secca,alghe, semi, cereali integrali,germogli, preparazioni alternative quali seitan (non è altro che un polpettone di glutine), tofu ecc
Ma perché essere vegani?
Sapevate che le le più frequenti cause di morte o malattie del mondo occidentale quali infarti, ictus, ipertensione, diabete, osteoporosi, alcune forme di cancro sono strettamente correlate al consumo di grassi e proteine animali? Molti studi correlano queste malattie proprio ai grassi e alle proteine animali (come ad esempio il Progetto Cina).
Alcuni sostengono anche che un'alimentazione ricca di prodotti di origine animale (ma anche di fritture, alcool, zuccheri ) possa predisporre ad una leggera acidosi metabolica, che può favorire l'insorgere di molte malattie (autoimmunitarie, allergie, degenerative ecc). Basta però cercare su internet e si vedrà l'enorme confusione a riguardo: da una parte chi giura che si possa addirittura guarire dal cancro o da molte malattie terminali (a tal proposito per chi fosse almeno incuriosito lascio il link di un video molto interessante) altri che parlano di una bufala. La realtà è che le case farmaceutiche, i grandi allevamenti animali, le multinazionali se queste informazioni fossero vere, fallirebbero e dovrebbero trovare nuovi modi per arricchirsi e quindi l'interesse di divulgare certe informazioni sicuramente non c'è.
Altri ancora sostengono che le caratteristiche anatomiche del nostro corpo ci avvicinano più agli animali vegetariani, che a quelli carnivori. In particolare analizzando la nostra dentatura e la lunghezza dell'intestino,la struttura e l'acidità del nostro stomaco sembra che che siamo più predisposti all'assunzione di vegetali.
Persino l'O.M.S (organizzazione Mondiale della Sanità) e il National Research Council nelle campagne di prevenzione al cancro hanno invitato a ridurre drasticamente l'uso della carne, soprattutto nei paesi industrializzati dove il consumo è maggiore.
Spesso ci fanno creder che senza carne saremmo tutti indeboliti: ma avete mai osservato gorilla, tori o elefanti?
Qualunque sia la vostra posizione o la vostra convinzione il problema reale è un altro: le condizioni con cui ci vengono forniti questi prodotti.
Ed è proprio questo il motivo per cui ho deciso di ridurne la quantità.
Ormai faccio torte vegane buonissime senza latte vaccino, nè uova (le torte sono più soffici e si conservano anche una settimana senza seccare!) , la mattina bevo latte vegetale, la carne la mangio ogni 10-15 giorni e il pesce una volta a settimana o meno. Le uova, solo biologiche, le consumo una volta a settimana e non le uso come ingrediente di altre preparazioni. Il formaggio lo mangio, ma non tutti i giorni.
Ma analizziamo tutti i vari prodotti per farne un consumo consapevole.
Aprirò un post per ogni prodotto di origine animale analizzando tutte le ripercussioni che può avere su noi, le nostre tasche, l'ambiente, le popolazioni più povere e metterò i link anche qua sotto.
La carne
Silvia
giovedì 7 marzo 2013
Latte di soia autoprodotto (primi tentativi troppo fagiolosi)
Ho trovato una ricetta di latte di soia che finalmente mi piace! Metto qua il link.
Il post vecchio (qua di seguito) lo lascio come promemoria di cose da non fare! (o che almeno, secondo me danno un latte che sembra più che altro brodo di fagiolo)
Finalmente dopo tre tentativi sono riuscita a fare un latte di soia decente!
Premetto che il latte di soia mi piace molto e che quello prodotto a casa è un po' diverso, ma sicuramente è un prodotto senza conservanti e sbiancanti chimici.
Gli ingredienti per un litro di latte sono:
-100g di soia gialla
-acqua
-un pezzettino (4mm circa) di stecca di vaniglia (in erboristeria non l'avevano e l'ho trovata in un negozio bio)
-dolcificante(stevia in polvere, zucchero di canna, qualche sciroppo )
Il procedimento base :
Lasciare in ammollo la soia, cuocerla, frullarla nell'acqua di cotturacol frullatore ad immersione fino ad ottenere una crema. Filtrate il composto con un telo a trama fitta e spremete il telo. Il liquido che rimane è il latte di soia. La poltiglia spremuta è l' Okara, che dovete conservare per fare mille ricette!
Vi elenco le variazioni dei vari esperimenti:
1° esperimento (orribile):
Ho tenuto la soia a bagno 12h. L'ho cotta per 15 minuti. Frullato il composto, l'ho filtrato e ho cotto il latte altri 15 minuti. Zuccherato.
La mattina dopo l'ho buttato ... imbevibile, sembrava brodo di fagioli
2° esperimento:
24h di ammollo, cambiando spesso l'acqua. Soia cotta per 30 minuti, poi frullata e lasciata riposare con un pezzetto di vaniglia. Filtrato tutto e dolcificato. Migliore decisamente, ma un po' fagioloso
3° esperimento (più simile a quello che si acquista):
32h di ammollo in frigo, cambiando spesso l'acqua. Ho sbollentato la soia per 10 minuti, ho scolato l'acqua di cottura e tolto un po' delle pellicine che salgono a galla. Ho cotto la soia per 25 minuti nella pentola a pressione, con circa un litro d'acqua. Eliminato un cucchiaio dell'acqua di cottura, ho frullato i fagioli con l'acqua di cottura , ho lasciato riposare la poltiglia un pò. Filtrato il tutto, ho messo a bollire un bicchiere d'acqua con un pezzetto di vaniglia e l'ho usato per allungare il latte, in modo da arrivare ad un litro totale. La vaniglia l'ho lasciata nella bottiglia, ho aggiunto un pizzichino di sale integrale (di Trapani!), e un po' di stevia in polvere (ma va bene anche dello zucchero, meglio di canna).
Questo latte è venuto decisamente migliore.
La conservazione è ovviamente in frigorifero, ma non supera i 4 giorni (vi basta annusare per capire se è andato a male). Probabilmente per un litro di latte solo la preparazione è un po' lunghetta, ma ovviamente in una famiglia numerosa se ne possono preparare quantità maggiori, o magari potete alternarvi nella preparazione con un'amica in modo da farne una quantità maggiore.
In ogni caso la cosa stupenda è lo scarto che rimane... l'Okara! E' un prodotto proteico, che potete utilizzare in tante preparazioni dolci e salate! Potete anche conservare l'okara in freezer e utilizzarla quando vi serve.
Per scongelarla più in fretta, magari per una preparazione dell'ultimo minuto basta affettarla ancora congelata e in pochissimo tempo sarà pronta!
Il post vecchio (qua di seguito) lo lascio come promemoria di cose da non fare! (o che almeno, secondo me danno un latte che sembra più che altro brodo di fagiolo)
Finalmente dopo tre tentativi sono riuscita a fare un latte di soia decente!
Premetto che il latte di soia mi piace molto e che quello prodotto a casa è un po' diverso, ma sicuramente è un prodotto senza conservanti e sbiancanti chimici.
Gli ingredienti per un litro di latte sono:
-100g di soia gialla
-acqua
-un pezzettino (4mm circa) di stecca di vaniglia (in erboristeria non l'avevano e l'ho trovata in un negozio bio)
-dolcificante(stevia in polvere, zucchero di canna, qualche sciroppo )
Il procedimento base :
Lasciare in ammollo la soia, cuocerla, frullarla nell'acqua di cotturacol frullatore ad immersione fino ad ottenere una crema. Filtrate il composto con un telo a trama fitta e spremete il telo. Il liquido che rimane è il latte di soia. La poltiglia spremuta è l' Okara, che dovete conservare per fare mille ricette!
Vi elenco le variazioni dei vari esperimenti:
1° esperimento (orribile):
Ho tenuto la soia a bagno 12h. L'ho cotta per 15 minuti. Frullato il composto, l'ho filtrato e ho cotto il latte altri 15 minuti. Zuccherato.
La mattina dopo l'ho buttato ... imbevibile, sembrava brodo di fagioli
2° esperimento:
24h di ammollo, cambiando spesso l'acqua. Soia cotta per 30 minuti, poi frullata e lasciata riposare con un pezzetto di vaniglia. Filtrato tutto e dolcificato. Migliore decisamente, ma un po' fagioloso
3° esperimento (più simile a quello che si acquista):
32h di ammollo in frigo, cambiando spesso l'acqua. Ho sbollentato la soia per 10 minuti, ho scolato l'acqua di cottura e tolto un po' delle pellicine che salgono a galla. Ho cotto la soia per 25 minuti nella pentola a pressione, con circa un litro d'acqua. Eliminato un cucchiaio dell'acqua di cottura, ho frullato i fagioli con l'acqua di cottura , ho lasciato riposare la poltiglia un pò. Filtrato il tutto, ho messo a bollire un bicchiere d'acqua con un pezzetto di vaniglia e l'ho usato per allungare il latte, in modo da arrivare ad un litro totale. La vaniglia l'ho lasciata nella bottiglia, ho aggiunto un pizzichino di sale integrale (di Trapani!), e un po' di stevia in polvere (ma va bene anche dello zucchero, meglio di canna).
Questo latte è venuto decisamente migliore.
La conservazione è ovviamente in frigorifero, ma non supera i 4 giorni (vi basta annusare per capire se è andato a male). Probabilmente per un litro di latte solo la preparazione è un po' lunghetta, ma ovviamente in una famiglia numerosa se ne possono preparare quantità maggiori, o magari potete alternarvi nella preparazione con un'amica in modo da farne una quantità maggiore.
In ogni caso la cosa stupenda è lo scarto che rimane... l'Okara! E' un prodotto proteico, che potete utilizzare in tante preparazioni dolci e salate! Potete anche conservare l'okara in freezer e utilizzarla quando vi serve.
Per scongelarla più in fretta, magari per una preparazione dell'ultimo minuto basta affettarla ancora congelata e in pochissimo tempo sarà pronta!
Aggiungo: evitate soia OGM .Secondo il mio parere (non mi sono informata a riguardo, quindi magari è solo una mia fantasia) è meglio non abusare di soia dato che contiene fitoestrogeni (naturalissimi, ma pur sempre ormoni)
Il procedimento è un po' lungo, per questo motivo esistono in commercio dei macchinari per produrre il latte vegetale a casa. Purtroppo il gusto è l'aspetto non corrispondono a quello acquistato, quindi può non piacere. Preferisco sicuramente preparare il latte d'avena, molto più sbrigativo e con un gusto simile a quello acquistato, metto il link qui
Silvia
mercoledì 6 marzo 2013
Prima torta vegana (al cocco)
Era da un po' che volevo provare a fare una torta vegana (quindi senza né uova, né latte di origine animale e suoi derivati). Stasera il mio amore mi ha procurato il lievito alle 21, dopo aver perso quello che avevo a casa (per la seconda volta) non ho idea come... Ho trovato una ricetta su internet non ricordo in quale blog e la riporto qua con qualche modifica
Torta al cocco veg
-1 bicchiere di farina integrale
-1 bicchiere di farina 00
-mezzo bicchiere di zucchero
-1 bicchiere di cocco disidratato
-1 bustina di lievito
-un pò meno di mezzo bicchiere di olio d'oliva
-latte vegetale q.b.
Procedimento:
Mescolare tutte le componenti secche, aggiungere l'olio e il latte fino ad ottenere la consistenza delle comuni torte.Infornare in una teglia unta e infarinata nel forno preriscaldato e cuocere a 180° per 25 minuti circa.
Torta al cocco veg
-1 bicchiere di farina integrale
-1 bicchiere di farina 00
-mezzo bicchiere di zucchero
-1 bicchiere di cocco disidratato
-1 bustina di lievito
-un pò meno di mezzo bicchiere di olio d'oliva
-latte vegetale q.b.
Procedimento:
Mescolare tutte le componenti secche, aggiungere l'olio e il latte fino ad ottenere la consistenza delle comuni torte.Infornare in una teglia unta e infarinata nel forno preriscaldato e cuocere a 180° per 25 minuti circa.
Io non avevo latte di soia, quindi ho fatto il latte di cocco! Il procedimento è facilissimo:
-1 bicchiere di cocco disidratato
-2 bicchieri di acqua portata a bollore
Lasciate in infusione per 30 minuti e poi aiutandovi con un colino filtrate il latte spremendo bene il cocco.
Consiglio di ripetere 2 volte il procedimento con lo stesso cocco. Ho notato infatti che filtrandolo la seconda volta nel latte c'era una maggiore dispersione dell'olio di cocco. Potete poi zuccherarlo a piacere e conservarlo magari per la merenda. Il latte è abbastanza liquido ma si potrebbe eventualmente provare ad aggiungere qualche addensante (non ho né provato né cercato nulla a riguardo).
La torta è venuta sofficissima! Il colesterolo proveniente da uova e latticini assente, in sostituzione troviamo "i grassi buoni" dell'olio d'oliva. Meno calorica e con farina qualitativamente superiore. La farina integrale infatti è ricca di fibre, fondamentali per il funzionamento intestinale e che aiutano il controllo glicemico (più adatta quindi per i diabetici) e aumentano il senso di sazietà. Inoltre è più ricca di vitamine del gruppo B, minerali e proteine.
Le cose che cambierò la prossima volta, saranno sicuramente l'uso di un olio meno saporito (come quello di girasole) e un aumento della farina di cocco, infatti il sapore di olio d'oliva secondo me si sente un po' troppo e quello di cocco un po' troppo poco!
Comunque sono felicissima del primo tentativo!
Domani ne mangio una bella fetta a colazione insieme ad un bel bicchiere di latte di cocco!
Buona merenda!
Silvia
lunedì 11 febbraio 2013
Migliorare la qualità del nostro shampoo
Ho da poco letto un bellissimo libro di Francesca Marotta, che spiega tantissime cose interessanti sui cosmetici. Vi do anche il link del blog in cui ho trovato l'e-book http://ilgirasolenonsolocosmesi.blogspot.it/2013/01/e-book-gratuiti.html (oltretutto vi consiglio di sbirciare il blog che è molto interessante!).
Innanzitutto non solo gli shampoo, ma tutti i detergenti per il corpo contengono il sodio laurilsolfato (in inglese: SodiumLauryl Sulfate o SLS) e il sodio lauriletere solfato (SodiumLaureth Sulfate o SLES).In particolare l'SLS è molto sgrassante tanto da essere usato per pulire motori, officine meccaniche e come sverniciante. Capirete quindi che sono tensioattivi troppo aggressivi per la nostra pelle e che possono determinare secchezza, disidratazione, irritazione, desquamazione.
L'azione sul cuoio capelluto può essere così aggressiva da determinare un'azione di difesa, da parte del cuoio stesso, che determina un'iperproduzione di sebo e quindi la formazione di capelli grassi. I capelli grassi vengono lavati più spesso e spesso con agenti fortemente sgrassanti, determinando anche forfora, capelli fragili e sottili.
L'ideale sarebbe quindi usare shampoo più delicati, magari autoprodotti o addirittura sostituirli con farine (si la farina ha un alto potere detergente ed è molto delicata). Per chi non volesse lanciarsi nell'impresa dell'autoproduzione e la prova di tecniche alternative, c'è però una ricettina facile facile nel libro!
Inoltre molto importante è capire la formulazione dello shampo,leggendo linci, infatti alcuni tensioattivi agressivi se oppurtunatamente bilanciati possono essere comunque accettabili (l' SLS non va mai bene).
Semplicemente mescolate ogni 200ml di shampoo, 50 ml di olio extravergine d'oliva. !
Si possono poi aggiungere oli essenziali a seconda del risultato che volete ottenere(fino a 24 per questa quantità di shampooo). Nel libro troverete diverse ricette specifiche per il tipo di problema, ma mi sono trovata benissimo anche col solo olio d'oliva.
Usatelo come uno shampoo normalissimo, ne basterà molto meno perché si distribuisce meglio tra i capelli. I capelli già dal primo lavaggio saranno più setosi, lucidi, idratati e resteranno puliti più a lungo! Provare per credere!
Silvia
Innanzitutto non solo gli shampoo, ma tutti i detergenti per il corpo contengono il sodio laurilsolfato (in inglese: SodiumLauryl Sulfate o SLS) e il sodio lauriletere solfato (SodiumLaureth Sulfate o SLES).In particolare l'SLS è molto sgrassante tanto da essere usato per pulire motori, officine meccaniche e come sverniciante. Capirete quindi che sono tensioattivi troppo aggressivi per la nostra pelle e che possono determinare secchezza, disidratazione, irritazione, desquamazione.
L'azione sul cuoio capelluto può essere così aggressiva da determinare un'azione di difesa, da parte del cuoio stesso, che determina un'iperproduzione di sebo e quindi la formazione di capelli grassi. I capelli grassi vengono lavati più spesso e spesso con agenti fortemente sgrassanti, determinando anche forfora, capelli fragili e sottili.
L'ideale sarebbe quindi usare shampoo più delicati, magari autoprodotti o addirittura sostituirli con farine (si la farina ha un alto potere detergente ed è molto delicata). Per chi non volesse lanciarsi nell'impresa dell'autoproduzione e la prova di tecniche alternative, c'è però una ricettina facile facile nel libro!
Inoltre molto importante è capire la formulazione dello shampo,leggendo linci, infatti alcuni tensioattivi agressivi se oppurtunatamente bilanciati possono essere comunque accettabili (l' SLS non va mai bene).
Semplicemente mescolate ogni 200ml di shampoo, 50 ml di olio extravergine d'oliva. !
Si possono poi aggiungere oli essenziali a seconda del risultato che volete ottenere(fino a 24 per questa quantità di shampooo). Nel libro troverete diverse ricette specifiche per il tipo di problema, ma mi sono trovata benissimo anche col solo olio d'oliva.
Usatelo come uno shampoo normalissimo, ne basterà molto meno perché si distribuisce meglio tra i capelli. I capelli già dal primo lavaggio saranno più setosi, lucidi, idratati e resteranno puliti più a lungo! Provare per credere!
Silvia
venerdì 1 febbraio 2013
Ricetta con Tofu marinato e curry
Come vi ho già scritto nel primo post,
non sono vegetariana, ma sto riducendo considerevolmente il consumo
di carne e prodotti di origine animale, per questioni etiche,
ambientaliste, economiche, e salutari. Non pensavo avrei mai scritto
qualche ricetta vegetariana, o addirittura vegana, ma le ricette
onnivore le sapete fare tutti il problema è far capire che è
possibile mangiare anche senza cucinare carne. Ho deciso di
scrivere questa ricetta a base di tofu, non per chi lo consuma
abitualmente e che sicuramente è molto più esperto, ma per chi come
me è alle prime armi.
Per chi non sapesse neanche cosa sia il
tofu, faccio un breve riasunto, per chi lo sapesse può saltare
direttamente questa parte.
Il tofu è molto utilizzato dai
vegetariani come sostituto della carne e dei latticini (esistono
yogurt, panna, latte ecc). Si ottiene dalla cagliatura del latte di
soia (un legume), quindi è assolutamente vegetale. Ha un elevato
contenuto proteico (circa il 40% in peso, rispetto il 18% della carne
bovina), povero di colesterolo, poco calorico, ricco di minerali
(calcio,fosforo, potassio, ferro) e vitamine.
La composizione tuttavia può variare
in base alla tecnica di produzione. Ne esistono di molte varietà :
al naturale, speziato, più o meno morbido ecc. Al naturale è
biancastro, e la consistenza è gommosetta simile al formaggio
fresco.
Partiamo dal presupposto che il tofu è
abbastanza insapore, eccetto per un leggero retrogusto di latte di
soia (che mi piace tantissimo), e che se ben insaporito può piacere.
Il mio ragazzo ad esempio storce sempre
il naso quando dico : “stasera serata tofu”, quindi cerco sempre
qualche modo per renderlo più appetibile.
Io compro sempre il tofu al naturale,
quindi biancastro senza spezie, sicuramente più insapore, ma molto
più economico di quello insaporito.
Stasera anche lui ha apprezzato la
cena, quindi dovevo parlarvene per forza!
Ho tagliato a fette il tofu e l'ho
lasciato tutto il giorno a marinare con : sale, spezie miste per
arrosto, curry, peperoncino, noce moscata, semi di finocchio, un filo
d'olio d'oliva, qualche goccia di salsa di soia, e uno spicchio
d'aglio tagliato piccolo piccolo. Il profumo era stupendo! Se
comprate quello al naturale, secondo me potete lasciarlo a marinare
anche due giorni, in frigo in un contenitore ermetico.
Poi semplicemente l'ho infarinato ,
rosolato e ho finito di cuocerlo con: acqua, farina, curry e quel
poco di marinatura rimasto nella ciotola.
Ci siamo leccati i baffi! Questa
marinatura, l'ha decisamente migliorato.
Se avete qualche ricettina, per chi
ancora non è proprio abituato al tofu lasciate un commento!
Ps. mi dispiace non avere una foto, ma
abbiamo ripulito il piatto prima che decidessi di scrivere il post!
Silvia
Scrub viso fai da te per uso frequente
Ho sempre amato fare impacchi e maschere sia per i capelli che per il viso usando ingredienti naturali. Chi mi conosce, sa che vado spesso in giro per casa ricoperta di olio, cacao, argilla, yogurt a seconda di quello che trovo. Piano piano, metterò sul blog un pò di questi rimedi naturali al 100%. Quello che vi propongo oggi invece, è un praticissimo, economico, ecologico scrub per il viso. La differenza da tutti i vari intrugli è che questo lo potete tranquillamente lasciare nel suo contenitore in bagno, pronto all'uso e che se qualcuno suona alla porta, potete anche andare a vedere chi sia senza rischiare di terrorizzarlo!
Il procedimento è davvero una cavolata!
Ho preso un barattolino di crema per il viso, con ancora un cucchiaino scarso di crema. Ho aggiunto una goccia di olio essenziale di lavanda (che riequilibra la pelle quindi è adatto sia per pelle grassa che secca, è anti età, promuove la crescita di nuove cellule e ha anche un effetto curativo per ustioni, eczema e psoriasi), ma è assolutamente facoltativo. Mescolate con un cucchiaino e cominciate ad aggiungere lo zucchero bianco.
Cominciate a mescolare questa crema, che eventualmente potete allungare con qualche goccia di latte detergente. Alla fine dovete ottenere un composto cremoso, ma non molto bagnato, perchè lo zucchero deve essere in quantità decisamente maggiore rispetto la crema . Io ho usato circa 7 cucchiaini di zucchero, per uno di crema+latte detergente, ma dipende da quanto sia fluida la vostra crema.
Perché fare uno scrub?
Scrub,gommage, peeling hanno come scopo quello di aiutare l'esfoliazione della pelle, favorendo il turnover cellulare. Questo favorisce il mantenimento dell'elasticità della pelle, l'eliminazione delle cellule morte (che possono donare un colorito spento), può aiutare a levigare le piccole cicatrici, favorisce il microcircolo (con conseguente apporto di maggiore ossigeno), evita la formazione di punti neri.
Utilizzo
Sul viso struccato e inumidito, massaggiare delicatamente per qualche istante una piccola quantità di crema. Risciacquate, asciugate il viso e procedete spalmando la vostra crema per il viso. Io lo faccio circa 2 volte a settimana, prima dello shampoo. Una volta a settimana invece (o ogni 15 giorni) faccio una maschera scrub molto idratante, che agisce più in profondità, 100% naturale (qua invece sono comunque presenti latte detergente e crema viso), di cui vi posterò la ricetta!
Potete passarla anche su collo, labbra e decoltè, da evitare invece il contorno occhi.
Quanto più lo zucchero sarà fino, tanto più sarà delicata l'esfoliazione. Una leggera sensazione di calore è normale, visto l'aumentato flusso sanguigno.
Il vostro scrub costerà solo pochi centesimi, sarà efficace tanto quanto quello acquistato, e risparmierete anche sulle confezioni ruducendo il vostro impatto ambientale.
Silvia
Il procedimento è davvero una cavolata!
Ho preso un barattolino di crema per il viso, con ancora un cucchiaino scarso di crema. Ho aggiunto una goccia di olio essenziale di lavanda (che riequilibra la pelle quindi è adatto sia per pelle grassa che secca, è anti età, promuove la crescita di nuove cellule e ha anche un effetto curativo per ustioni, eczema e psoriasi), ma è assolutamente facoltativo. Mescolate con un cucchiaino e cominciate ad aggiungere lo zucchero bianco.
Cominciate a mescolare questa crema, che eventualmente potete allungare con qualche goccia di latte detergente. Alla fine dovete ottenere un composto cremoso, ma non molto bagnato, perchè lo zucchero deve essere in quantità decisamente maggiore rispetto la crema . Io ho usato circa 7 cucchiaini di zucchero, per uno di crema+latte detergente, ma dipende da quanto sia fluida la vostra crema.
Perché fare uno scrub?
Scrub,gommage, peeling hanno come scopo quello di aiutare l'esfoliazione della pelle, favorendo il turnover cellulare. Questo favorisce il mantenimento dell'elasticità della pelle, l'eliminazione delle cellule morte (che possono donare un colorito spento), può aiutare a levigare le piccole cicatrici, favorisce il microcircolo (con conseguente apporto di maggiore ossigeno), evita la formazione di punti neri.
Utilizzo
Sul viso struccato e inumidito, massaggiare delicatamente per qualche istante una piccola quantità di crema. Risciacquate, asciugate il viso e procedete spalmando la vostra crema per il viso. Io lo faccio circa 2 volte a settimana, prima dello shampoo. Una volta a settimana invece (o ogni 15 giorni) faccio una maschera scrub molto idratante, che agisce più in profondità, 100% naturale (qua invece sono comunque presenti latte detergente e crema viso), di cui vi posterò la ricetta!
Potete passarla anche su collo, labbra e decoltè, da evitare invece il contorno occhi.
Quanto più lo zucchero sarà fino, tanto più sarà delicata l'esfoliazione. Una leggera sensazione di calore è normale, visto l'aumentato flusso sanguigno.
Il vostro scrub costerà solo pochi centesimi, sarà efficace tanto quanto quello acquistato, e risparmierete anche sulle confezioni ruducendo il vostro impatto ambientale.
Silvia
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