Potete seguirmi anche su fb e twitter

domenica 23 marzo 2014

Sushi all'italiana (con pesce, vegan e raw)

Da qualche anno ho scoperto la cucina giapponese e grazie ai menù "all you can eat" faccio delle belle scorpacciate di sushi. Fuori dal Giappone, viene considerato sushi il pesce crudo, che in realtà per i giapponesi è il sashimi. Il sushi è un preparato a base di riso acidulo e non deve contenere necessariamente pesce.
Spesso faccio a casa gli Hosomaki e i Futomaki , ovvero i cilindretti di riso con rispettivamente 1 o 2-3 ripieni, avvolti nell'alga nori. Sono facilissimi da preparare a casa e si può accomodare anche senza comprare tutti gli ingredienti tipici (come l'acidulato di riso, il riso per sushi ecc).
Gli ingredienti base per fare il sushi "all'italiana" sono:

  • riso per arancine e timballi (ho provato anche con quello per risotto, viene meno compatto ma  può andare bene)
  • aceto di mele
  • zucchero
  • alga nori in fogli (nei supermercati nel reparto cibi esotici o nei negozi di alimentazione naturale come Cuorebio e Naturasì)
  • ingredienti per il ripieno

Procedimento:
  1. Lavate il riso. Potete anche lasciarlo a bagno qualche minuto e poi risciacquarlo. (conservate l'acqua per i trattamenti di bellezza). 
  2. Mettete il riso in un pentolino con acqua e portate ad ebollizione(senza sale). Lasciate il riso leggermente al dente e scolate
  3. Mentre il riso è nello scolapasta, mettete un bicchiere di aceto di mele in un pentolino e aggiungete 2 cucchiai di zucchero. Regolatevi un po' a gusto vostro. Se vi piace meno acidulo aggiungete altro zucchero.Fate cuocere qualche istante in modo che evapori un po' e si sciolga bene lo zucchero.
  4. Versate il riso in una ciotola molto larga in modo che sia distribuito in uno strato sottile. Versate il liquido agrodolce. Il riso deve essere ben irrorato ma non bagnato, quindi regolatevi in base alla quantità di riso.Il riso sarà bello lucido! Fatelo raffreddare in fretta, magari con un ventaglio (o qualcosa di simile). Se volete un sushi bello compatto, vi consiglio di lasciare il riso in frigo tutta la notte.
  5. Preparate gli ingredienti per il ripieno
  6. Se avete una stuoia di bambù riuscite ad arrotolare meglio il sushi e a fare dischetti supercompatti, ma non è indispensabile. Stendete sull'eventuale stuoia di bambù il foglio di alga nori. Sull'alga fate uno straterello di riso(deve essere freddo), compattatelo con le mani (bagnatele per compattare meglio il riso) lasciando un bordo di 3cm. Ogni alga contiene circa 50-70g di riso. Sullo strato di riso, mettete il ripieno formando 1, 2 o 3 strisce. 
  7. Arrotolate l'alga, formando un bel cilindro.
  8. Potete affettare subito il cilindro formando 6 dischetti, o potete conservare i cilindri in frigorifero la sera e tagliare i dischetti il giorno dopo.
  9. Immergete i dischetti nella salsa di soia e gustateveli! (Per una salsa più gustosa, lasciate macerare un pezzo di radice di zenzero)
La cosa bella di questo tipo di sushi è che è comodissimo da portare  al lavoro o al parco. E' anche comodo da mangiare perchè l'alga permette di mangiarlo con le mani senza sporcarsi. Può essere anche un idea carina per un antipasto o un aperitivo! E' anche un alimento dietetico, ovviamente se si tiene conto della quantità di riso ingerita.

Idee per il ripieno 
Questa è la parte più divertente! Tenete conto che il riso ha un  sapore acidulo, quindi qualsiasi cosa usiate deve "abbinarsi" a questo sapore. 

Se usate il pesce: tenete conto che il pesce crudo se non trattato nella maniera giusta può essere pericoloso, soprattutto per il rischio parassitosi. Quindi dovete assicurarvi che il pesce scelto sia adatto. Potete anche usare pesce cotto (così state tranquilli) avanzato la sera prima, dei gamberetti sbollentati,  il salmone affumicato o il tonno in scatola. Tenete conto che la pesca sta deturpando i nostri mari, impoverendoli di specie ma anche distruggendone i fondali. Quando consumate il pesce, preferite quello locale, pescato con metodi tradizionali e non invasivi. Se consumate il tonno preferite quello pinna gialla, perché è meno a rischio estinzione (al contrario di quello rosso). Inoltre i pesci più grossi, purtroppo per colpa dell'inquinamento sono pieni di mercurio. Secondo indagini recenti il mercurio presente nel tonno che si compra in pescheria, spesso ha valori che superano il doppio della quantità ritenuta non pericolosa. Il mercurio si accumula nel nostro corpo, causando malattie degenerative, tumori, tossicità cerebrale e danni al feto. Quindi usate con prudenza i pesci di grossa taglia, sia per permettergli di ripopolare i nostri mari, sia per evitare di accumulare troppo mercurio. Al posto del salmone, sarebbe da preferire la trota salmonata, che essendo allevata in Italia può essere meno impattante.
Quando io faccio il sushi, lo faccio quasi tutto con le verdure eccetto un cilindretto in cui metto il tonno (di solito associato a qualche verdura e sesamo).

Se usate le verdure cotte vi consiglio:
Cipolle in agrodolce, carote o broccoletti sbollentati, peperoni in agrodolce o cotti, carciofini sott'olio sono le verdure che amo di più, ma potete sbizzarrirvi!

Se volete un sushi veloce, ricco di nutrienti vi consiglio le verdure crude!
Per la versione raw: carote,  zucchine, cetrioli  tagliati a bastoncino, pezzetti di avocado, listarelle di peperone, qualche foglia di insalata associate alle altre verdure, rucola. La versione raw è la mia preferita, perchè velocissima da preparare e supergustosa. Anche in questo caso, cercate di preferire verdure locali e di stagione (si lo so sarebbe da evitare l'avocado, ma un peccatuccio ogni tanto possiamo concedercelo).




Avevo fatto le foto passo passo, ma non le trovo, quindi vi lascio al momento una foto (anche sfocata perché fatta col cellulare) di un sushi fatto NON a regola d'arte. In questa foto ho usato il riso per risotto e ho dimenticato nella fretta, di prendere la stuoia di bambù per arrotolare bene i cilindretti. Perdonatemi, di solito mi dedico di più alla decorazione e ai giochi di colore, perché il cibo si mangia anche con gli occhi!



Nella foto ho fatto il ripieno con: tonno e sesamo, tonno e peperone crudo, carciofini sott'olio, zucchina cruda (se togliete un pò di buccia è dolcissima!!!) e carciofini. 

Aggiungo una piccola nota: l'alga nori contiene quantità significative di proteine, minerali, vitamine (più vitamina C delle arance), oligoelementi essenziali  e contiene sostanze capaci di abbassare i livelli di trigliceridi e colesterolo nel sangue.

Fate il vostro sushi all'italiana e magari se trovate qualche combinazione stravagante lasciatemi un commento!
Arigatou



Aggiornamento dell'8 giugno

Ormai sono sempre più brava a fare il sushi, quindi ho cominciato anche a fare anche gli uramaki e gli onigiri.

  • Gli uramaki sono caratterizzati dalla presenza dell'alga nori all'interno e dal riso all'esterno (come i california roll), per prepararli io ho steso un pezzetto di alga, l'ho ricoperta di riso lasciando un lato scoperto, poi l'ho   ribaltata (in modo che il riso fosse sul tappetino di bambù). Ho messo il condimento(in questo caso un pezzo di foglia di insalata e una striscetta di carota) sul lato di alga senza riso, in modo da avvolgere il ripieno solo nell'alga e poi ho continuato a girare. Non preoccupatevi se il cilindro non è regolare, potete aggiungere un pò di riso esternamente con le mani una volta che il cilindro è pronto. Passate il cilindro nel sesamo tostato e tagliate a fette.
  • Gli onigiri, sono le polpette di riso col ripieno dentro.Io ho semplicemente fatto una pallina, fatto un buco col pollice in modo da inserire il ripieno (un carciofino). Ho  schiacciato bene con le mani in modo da rendere compatta la polpetta e l'ho modellata a forma di rettangolo. Ho tagliato poi una striscetta di alga che ho incollato intorno (serve per prendere l'onigiri senza sporcarsi le mani).


Arigatou
Silvia


sabato 15 marzo 2014

Unguento sos brufoli

Su internet ho trovato varie ricette di cremine a base di ossido di zinco, anche se diverse tra loro tutte avevano simili percentuali, riporto quindi una sorta di "ricetta base". Questa crema è a base di ossido di zinco, utilissimo in caso di problemi delle pelle come follicolite, piaghe, irritazioni, brufoletti. Se guardate la quantità  di ossido di zinco nelle creme farmaceutiche, questa è circa del 10%. Per evitare di seccare troppo la pelle utilizzeremo solo un 8% di ossido di zinco (come nelle ricette trovate online). Questo unguento non contiene acqua, quindi non richiede neanche l'uso di conservanti. L'ossido di zinco potete comprarlo in farmacia o nei siti di cosmesi online.

Ricetta base per 100g di prodotto:
ossido di zinco-8g
cera d'api-6g
olio vegetale-86g

Potete personalizzare la ricetta suddividendo la quantità di olio vegetale tra gel d'aloe (quello che si acquista già pronto con i suoi conservanti) , burro di karitè, diversi tipi di olio vegetale ( girasole, mandorle, riso ecc), attivi cosmetici (come vitamina E, pantenolo, bisabolo ecc).

Il procedimento per realizzare l'unguento è semplicissimo:
Pesate l'ossido zinco con una bilancina di precisione  e mescolatelo con un olio vegetale. Mettete a bagnomaria in  un bicchiere di vetro l'ossido di zinco mescolato con l'olio (in modo da evitare grumi) e  la cera. Quando la cera è sciolta, aggiungete il resto dell'olio, gli attivi cosmetici, il gel d'aloe e conservate nel barattolino. 

Io ho usato questa ricetta per 100g di prodotto:
ossido di zinco-8g
cera d'api - 6g
gel d'aloe (concentrato al 98%) - 10g
burro di karitè- 26g
olio di mandorle- 25g
olio di semi di girasole-  25g
olio essenziale disinfettante (io avevo tea tree)

Dato che userò questo unguento solo su sporadici brufoletti ne ho preparati solo 10g totali , dividendo per 10 tutte la quantità dei singoli componenti). In questo modo ho mescolato 0.8 g di ossido di zinco con 2.5 g di olio di semi di girasole. A bagnomaria ho aggiunto 0.6 g di cera d'api. Poi ho aggiunto 2.6g di burro di karitè, 2.5 g di olio di mandorle, 1g di aloe, 1goccia di tea tree oil.

Otterrete in questo modo un  unguento da mettere solo sul brufoletto/piaghetta.
Io metto solo una goccina di crema sul brufoletto la sera quando mi corico.

Ps-
L'ossido di zinco si usa anche nelle creme per bambini per le irritazioni da pannolino, in quel caso si realizza una crema con molto meno ossido di zinco (il 3%) . In questo caso riporto la ricetta presa dal forum di lola (che però non posso testare per voi). Per 100g di crema : 3g di ossido di zinco, 5g di vitamina E, 20g di cera d'api, 71g di olio leggero (riso, mandorle, girasole).
Aggiungo che per i sederini dei bebè si può preparare anche la pasta di Hoffman semplicemente mescolando 40-50% di ossido di zinco e il restante olio d'oliva. Questa magari la potete usare nei punti più critici. Io però non avendo bebè sottomano non posso testare la comodità/efficacia di una cremina piuttosto di un'altra. Magari provatele e fatemi sapere come vi trovate (in questo caso mi raccomando niente oli essenziali che possono essere troppo forti per i bebè). Ricordo che fare da soli la cremina per le irritazioni da pannolino eviterà che il bimbo entri in contatto con conservanti, siliconi e oli minerali (derivati dal petrolio) che anche le creme comprate in farmacia contengono (sempre occhio all'INCI!).


Fate anche voi la vostra cremina e fatemi sapere come vi trovate...è semplicissima!

Silvia

giovedì 13 marzo 2014

Come si fa la doccia?

Molto spesso non ci rendiamo conto che un gesto semplice come fare la doccia, in realtà in molte parti del mondo è un lusso inimmaginabile. Dovremmo facendo la doccia rispettare l'ambiente, sprecando poca acqua e usando detergenti a basso impatto ambientale. Spesso però facendo la doccia non trascuriamo solo l'ambiente ma commettiamo anche degli errori che sono causa di problemi "sulla nostra pelle" , come irritazioni, dermatiti, pelle secca.

  • Innanzitutto non usate il bagnoschiuma ma il docciaschiuma. Il bagnoschiuma è creato solo per fare tanta schiuma nella vasca e per questo motivo è molto aggressivo.
  • Cercate (leggendo l'inci) formulazioni non aggressive e a basso impatto ambientale
  • Per lavarci basta pochissimo detergente. Lavate le zone dove è maggiore la proliferazione batterica (ascelle ecc...), per il resto del corpo non c'è bisogno di aggiungere altro detergente.
  • Per pulire a fondo la pelle, in realtà è più importante del detergente l'azione meccanica. Usare tanto detergente non assicura una pulizia profonda. Per pulire bene la pelle potete spazzolare il corpo con una spazzola a setole naturali prima della doccia (è una pratica che assicura la rimozione delle cellule morte, migliora la circolazione locale, libera i pori ostruiti e aiuta ad eliminare le tossine) e una spugna morbida sotto la doccia, oppure potete usare sotto la doccia una spugna con un lato delicatamente abrasivo.
  • E' importante usare una spugna, in modo da diluire bene il detergente.Preferite quelle ecologiche che possono poi essere riciclate nel compost. 
  • Se il detergente è troppo aggressivo e dopo la doccia la pelle è secca, tira o prude basta aggiungere una parte di olio vegetale ogni 4 di detergente. Consiglio un olio leggero. Potete usare l'olio di semi di girasole o quello di riso (che trovate tranquillamente al supermercato).
Ovviamente ricordate che l'acqua è un bene prezioso e per sprecarne il meno possibile, dovete chiudere l'acqua mentre vi insaponate o lasciate agire il balsamo. Potete  ancora sotto la doccia, passare alcune gocce di olio vegetale sul corpo e poi senza risciacquare asciugatevi tamponando. In questo modo avrete idratato velocemente la pelle senza bisogno di passare la crema dopo. (Se volete anche una delicata profumazione, potete sciogliere alcune gocce di olio essenziale in una boccetta con l'olio).

Silvia


venerdì 21 febbraio 2014

Più belle con l'acqua di riso!

Avete mai sentito parlare delle donne Yao del villaggio Huangluo?
Queste donne sono famose in tutto il mondo per la loro incredibile chioma! I loro capelli vengono tagliati solo 2 o 3 volte durante l'intera vita e non vengono mai buttati, ma aggiunti per creare le loro imponenti acconciature. I capelli di queste donne sono lunghi oltre i 2 metri, fortissimi, lucidissimi e soprattutto neri anche a 80 anni!
In questa pagina troverete una serie di incredibili foto!
Volete conoscere il segreto di bellezza???
L'acqua di riso!
Il riso contiene amido, antiossidanti, vitamine, minerali e molte sostanze benefiche sia per la pelle che i capelli, le donne orientali infatti ne sfruttano da sempre le proprietà per le loro maschere di bellezza.
Le donne di questo villaggio usano l'acqua di riso fermentata al posto dello shampoo e per lavare viso e mani. Se osservate le foto, vedrete che queste donne non hanno le macchioline marroni che compaiono solitamente su viso e mani delle donne un po' meno giovani, nonostante non usino filtri solari e lavorino nelle risaie (quindi sempre esposte ai raggi solari, responsabili proprio dell'insorgenza delle macchie).
Il riso inoltre ha proprietà astringenti, lenitive, rassodanti, cicatrizzanti, anti rughe, detergenti.
Se cercate su internet troverete scritto che viene utilizzata l'acqua di cottura del viso, in realtà leggendo i siti inglesi leggerete che l'acqua utilizzata è quella di risciacquo del viso.  Potete anche testarle entrambe per vedere quale comporti più benefici sulla vostra pelle, o usare l'acqua di cottura solo per allungare quella  del risciacquo.

Come ottenere l'acqua di riso?
Procedimento

  • Sciacquate il riso prima di cuocerlo, lasciandolo a bagno qualche minuto in una ciotola. L'ideale è usare riso biologico, in modo che nell'acqua non siano dispersi anche pesticidi e altre sostanze dannose.
  • Raccogliete quest'acqua in un contenitore per i vostri trattamenti di bellezza e cuocete il riso (non si butta nulla!)
A questo punto avete due possibilità:
-usare l'acqua di riso così ottenuta
-far fermentare l'acqua, lasciandola a temperatura ambiente almeno 24 ore. L'acqua fermentando si arricchirà ulteriormente di sostanze nutritive.

Essendo un prodotto velocemente deperibile, io penso che l'ideale sia cominciare ad usarlo subito, utilizzandolo anche appena comincia a diventare un po' acidulo e cambia leggermente colore. Attenzione ad usare l'acqua fermentata e non andata a male! Cospargersi su faccia e capelli un liquido andato a male potrebbe causare irritazioni ecc.. quindi attenzione!

Potete anche far fermentare il liquido, bollirlo qualche istante per bloccare la fermentazione e conservarlo in frigorifero.

Ora vediamo i vari possibili usi:

Shampoo:
Diluite il liquido, in modo che sia appena appena vischioso e non troppo ricco di amido e aggiungete 2-3 gocce di olio essenziale per profumare. Ponete sotto la testa un bacinella o chiudete lo scarico del lavandino. Con una brocca, versate più volte l'acqua sulla testa (la bacinella serve a raccoglierla, in modo da riutilizzarla).Strofinate con i polpastrelli come se fosse un normale shampoo. Non avrete bisogno di balsamo, perché l'amido è districante. 

Balsamo:
Potete applicare l'acqua di riso dopo lo shampoo e lasciare agire qualche minuto.

Tonico:
Dopo aver lavato il viso, tamponate l'acqua del riso sul viso asciutto.

Pulizia del viso:
Potete con l'acqua un po' più concentrata, lavare il viso mattina e sera. 

Bagnetto dei più piccoli:
Per rendere la pelle mobidissima, potete usare quest'acqua (e in questo caso allungarla con l'acqua di cottura del riso, ovviamente non salata) per fare il bagnetto ai neonati.

Maschera di bellezza:
Prendete un foglio di carta da cucina (tipo scottex), ritagliate gli occhi il naso e la bocca. Ripiegate il foglio ed immergetelo per 10 minuti in una ciotolina contenente l'acqua. Riaprite il foglio, poggiatelo sul viso in modo da farlo aderire perfettamente e lasciatelo in posa per circa 15 minuti.

Trattamento per il corpo:
Potete anche lavare la pelle con quest'acqua (più concentrata), in modo tale che la pelle sia detersa e morbidissima.

Scrub:
Per effettuare lo scrub, potete frullare il riso crudo con un macinacaffè, in modo da ottenere una polvere finissima o utilizzare direttamente l'amido di riso che potete comprare al supermercato.

Cipria:
L'amido di riso si può utilizzare al posto della cipria!

Ricordate che a seconda del tipo di riso utilizzato, potete ottenere un'acqua ricca di sostanze differenti... quindi provateli tutti!

L'acqua di cottura essendo più lattiginosa secondo me è più adatta per impacchi o maschere, la eviterei assolutamente come tonico o come trattamento senza risciacquo perché  potrebbe lasciare residui di amido.
Fate un po' di esperimenti e fatemi sapere come vi trovate!
Silvia




Cowash

No non è uno strano sport, né una strana pratica straniera. Il cowash non è altro che il lavaggio dei capelli usando solo balsamo e zucchero. E' consigliato per chi ha problemi di cute (io ultimamente ce l'ho secchissima!), per chi fa lo shampoo spesso, per chi semplicemente vuole lavare i capelli in maniera non aggressiva. 
Nulla di più facile: prendete un po' di zucchero e mescolatelo in un bicchiere con un po' di balsamo (assolutamente privo di siliconi e troppe schifezze, maglio se ecologico), inumidite i capelli e versate questo composto sulla cute. Se avete i capelli grassi potete aggiungere 1o 2 gocce di olio essenziale (limone, rosmarino, tea tree ecc). Strofinate dolcemente il cuoio capelluto, effettuando una sorta di scrub. Lo zucchero e i tensioattivi normalmente presenti nel balsamo, aiuteranno a pulire la cute rimuovendo lo sporco. I capelli saranno morbidissimi e la cute pulita senza essere stata aggredita. 
Io di solito alterno il lavaggio con lo shampoo ecobio ad un cowash.
Provatelo e fatemi sapere come vi trovate!
Silvia

lunedì 27 gennaio 2014

Ricetta dentifricio naturale fai da te

Oggi ho realizzato il mio primo dentifricio! Perchè fare il dentifricio a casa?
Innanzitutto il dentifricio realizzato a casa è naturale, ecologico, privo di sostanze dannose, personalizzabile.
Sapevate che nel dentifricio si può trovare come disinfettante il triclosan? Questo è un potentissimo antibatterico, che viene assorbito e si accumula nel sangue e nel latte materno. Oltre a non essere proprio salutare, è tra le cause della maggiore resistenza batterica agli antibiotici (semplicemente per selezione naturale!). All'interno dei dentifrici si possono trovare molte sostanze aggressive e dannose (di derivazione petrolchimica, tensioattivi irritanti per le mucose, sostanze che indeboliscono lo smalto), ma tra questi si nasconde anche una sostanza che abbiamo sempre ritenuto importante per la salute dei denti : IL FLUORO! Pare che questa sostanza possa con sovradosaggi minimi, causare fluorosi, responsabile non solo  dell'indebolimento di denti e ossa, ma  di deficit cognitivi e problemi al sistema nervoso. Nel caso si assuma una massiccia dose di dentifricio, bisogna addirittura rivolgersi ad un centro antiveleni!
Non so voi, ma sapendo tutte queste cose a me è venuta una gran voglia, di realizzare un dentifricio sano e assolutamente non tossico!

Ingredienti per 100g
61g di glicerina vegetale(la trovate online,  in farmacia o in erboristeria)
30g di argilla bianca
9g di bicarbonato
10 gocce di olio essenziale

Mantenendo 100g totali di prodotto, potete anche variare le dosi in base ai vostri gusti. Più glicerina usate più sarà liquido e affinché il bicarbonato si sciolga del tutto (in modo da non risultare abrasivo) l'ideale è non superare i 10g.
Consiglio di usare un'argilla finissima o potreste sentire qualche granulo in bocca. Al prossimo tentativo userò un po' di gomma xantana, in modo da renderlo più gelatinoso.

Io ne ho realizzati 50g come prima prova, in modo da testarlo un po' ed eventualmente modificare le dosi.
Gli oli consigliati sono il tea tree oil (molto disinfettante, ma con un sapore non troppo gradevole) e la menta. in 50g ho messo 2 gocce di tea tree e 4 di menta (ma mi serviva molto disinfettante).


Il procedimento è facilissimo!

  1. Preparate l'attrezzatura, lavando i contenitori e gli utensili con una spugnetta (che utilizzerete solo per le vostre preparazioni) e poi disinfettate tutto usando l'alcool  per dolci. (bastano poche gocce da passare da un attrezzo all'altro, lasciando tutto asciugare all'aria).
  2. Pesate la glicerina, aggiungete il bicarbonato e mescolate fin quando il bicarbonato è sciolto
  3. Aggiungete l'argilla bianca e gli oli essenziali. Mescolate tutto per bene
  4. Io ho aggiunto mezzo cucchiaino di dentifricio da supermercato, in modo da avere qualche tensioattivo che generi un po' di schiuma 
  5. Versate il dentifricio in un contenitore. (io ho usato un flaconcino preso sul sito Aromazone)
Il dentifricio è pronto!




Silvia




venerdì 17 gennaio 2014

Recensione burro corpo coop vivi verde



Questa è la mia crema corpo! Mi piace molto, perché essendo  un burro corpo è molto densa ma si spalma facilmente senza ungere.Il profumo è molto intenso. Costa intorno ai 7€ (per 200ml), ma essendo molto corposa ne basta davvero poca e dura tantissimo . E' molto idratante e nutriente. Fa parte della linea vivi verde della coop, quindi potete acquistarla solo li. Forse d'estate è un po' troppo grassa, in quel caso io preferisco passare solo un po' d'olio sotto la doccia, con la pelle ancora bagnata. 
Mi piace anche che essendo nel barattolone non si spreca rimanendo in fondo ad un tubetto. 



Silvia